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Arezzo, Ghinelli su Gamurrini: "Poco incisivo. Se va con la Lega è solo per successo personale"

Francesca Muzzi
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Alessandro Ghinelli e Gianfrancesco Gamurrini separati in casa. La conferenza stampa sulle piste ciclabili conferma quello che già si sapeva da tempo. I due sono seduti a distanza e forse lo sarebbero anche senza Covid. Durante i venti minuti di descrizione della nuova mappa interattiva non si guardano mai. Il sindaco, che fa annullare la conferenza stampa fissata in un primo momento per giovedì, perché non era stato interpellato, arriva in Sala Rosa dopo la lunga intervista su Radio Fly durante la trasmissione “Arezzo Svegliati” condotta da Giuseppe Misuri e Ivo Brocchi. Ghinelli chiama la distanza con Gamurrini “il grande solco”. Un crescendo cominciato a gennaio quando il vice sindaco annunciò la sua uscita da Ora Ghinelli in favore di una lista che comunque avrebbe appoggiato il sindaco alle elezioni. Poi invece alla vigilia della prima assemblea “Ora Ghinelli 20-25”, ecco lo strappo. L’uscita dalla civica e niente sostegno a Ghinelli. Una settimana fa, sempre a Radio Fly, Gamurrini definì Ghinelli “bipolare” e ieri è toccato al sindaco. “Non sono le parole che mi hanno fatto arrabbiare, ma i concetti - dice Ghinelli - E il fatto che Gamurrini prima decida di non entrare nella lista civica “Ora Ghinelli 20-25” ritenendola non più civica e poi leggo che lui è disponibile ad andare con la Lega. Una contraddizione. E mi dispiace che alla fine rischi di stare fermo un turno, perché dal punto di vista politico è una persona valida”. Ghinelli lo accusa però di avere avuto “poca personalità e incisività” per quanto riguarda i cinque anni dove Gamurrini è stato assessore ai lavori pubblici. “Le grandi opere in realtà non ci sono state. Non c’è stata la capacità di spendere i soldi. Colpa di un sistema burocratico particolarmente gravoso al quale si somma un sistema di lavoro dei nostri uffici che è assolutamente garantista nel senso che non si prendono mai scorciatoie, lecite e leggittime, perché si segue la strada maestra. Ecco su questo è mancata un po’ l’incisività di Gamurrini che ha lavorato molto, ma non è stato in grado di influire con una personalità forte su un sistema che è particolarmente rigido”. Che farà Gamurrini finirà il suo mandato? “Non credo che se ne vada prima della fine - risponde Ghinelli - E’ una persona intelligente ed ha un sistema di valutazione dei rapporti causa effetto molto chiaro. Sindaco a Castiglion Fiorentino? Lo ha sempre detto, ma non so se è una battuta o altro. Devo dire che in questi cinque anni mi ha sorpreso, perché ha detto cose che non mi sarei mai aspettato”. Poi torna di nuovo sulle elezioni: “Lui sa anche come prendere gli elettori. Sono 300-400 voti in più ecco perché tutti lo vogliono. A me dispiace non averlo in lista e mi dispiace anche che non faccia la lista alternativa dentro la coalizione. Se entra nella Lega lo fa per un obiettivo di successo personale e questo lo capisco, ma non lo condivido”. Chiarisce: “Tutto quello che io ho fatto in questi 5 anni, l’ho fatto solo per spirito di servizio. Gianfrancesco fa, ma perché gli torna comodo a lui. Io dopo le parole di venerdì scorso - tanto che volevo ritiragli le deleghe - gli avevo lasciato una porta aperta. Se Gianfrancesco mi avesse telefonato per chiedere scusa, da un punto di vista personale avrei recuperato molta credibilità nei suoi confronti. Non lo ha fatto vuole dire che ha detto esattamente quello che pensava e questo traccia un solco molto profondo”.