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Arezzo, caso Estra: dalla segretaria agli incarichi, alle Mille Miglia le accuse a Macrì partite dal corvo. Non si dimette

 Francesco Macrì

Luca Serafini
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Dall’assunzione della nuova segretaria fino alla partecipazione alla Mille Miglia, il primo mandato di Francesco Macrì alla presidenza di Estra viene rivoltato come un calzino. Abuso d’ufficio e peculato, i reati ipotizzati dal pm Roberto Rossi. Incarichi, consulenze, sponsorizzazioni. Oltre alla Digos, c’è anche la Guardia di Finanza a indagare sul riconfermato numero uno di Estra, già sotto inchiesta per il salto compiuto nel 2016 dal consiglio comunale di Arezzo (Fratelli d’Italia) al cda della multiutility partecipata da Consiag Prato, Intesa Siena, Coingas Arezzo e Viva Servizi Ancona. “Nomina illegittima”, in quel caso, l’ipotesi di accusa. Con il sindaco Alessandro Ghinelli coinvolto anch’esso per abuso d’ufficio. Con il nuovo filone sono al setaccio i tre anni di attività di Macrì al vertice della holding del gas e dell’energia. Una serie di operazioni sotto esame, condivise anche con il cda; ma di indagati risulta solo Macrì, che giovedì ha ricevuto la visita dei finanzieri nella sede di Prato. Hanno prelevato abbondante documentazione. La sintesi di tre anni intensi per una holding che fattura oltre 900 milioni l’anno, operativa su mezza Italia e dispensatrice di sponsorizzazioni sui territori in molteplici fronti. A fornire l’assist alla magistratura è stato Sergio Staderini, ex amministratore di Coingas, con la lettera anonima rintracciata nel suo computer insieme agli audio registrati di nascosto. Quella lettera, nelle intenzioni, doveva arrivare al consigliere del M5s Paolo Lepri per denunciare la “gestione guascona” di Estra. Staderini (tra gli indagati dell’inchiesta) era “avvelenato” dopo la sua sostituzione in Coingas (gli subentrò Franco Scortecci) e calatosi nella parte di “corvo” enumerò una serie di situazioni evocando manette e la galera. Roba “scottante” che Lepri avrebbe dovuto riferire al pm Roberto Rossi per far scoppiare il caso. Il consigliere non ha mai ricevuto nulla, ma alla bufera, grazie alla perquisizione della Digos, ci siamo arrivati lo stesso. Ma cosa esponeva Staderini? Dopo aver definito Macrì come sottomesso ad Abati e Piazzi, dg e ad di Estra di ieri e di oggi, e “comprato” dal Pd in quanto “messo a tavola” con una serie di incarichi affinché non rompesse le scatole all’egemonia di Prato e di Siena, la lettera anonima snocciola alcune situazioni. Ad esempio un dirigente di Estra che lavora ad Arezzo, avrebbe tratto beneficio economico dai contratti fatti da Estra alla società della moglie. Ombre, per il corvo, sull’assunzione di una giovane di area Pd nella segreteria di Macrì. E ancora: presunte operazioni opache da scandagliare come una “perdita di 9 milioni di euro” legata alla “mancata copertura di acquisto di una partita di gas”. Un presunto errore in altra operazione di Estra, con un milione e mezzo sborsato di troppo e quindi chiesto indietro. Il corvo segnala la nomina dell’assessore Alberto Merelli consigliere di Utilitalia spa e incarichi ad altri professionisti “vicini” in società incorporate da Estra. “Ciliegina”, sempre per il corvo, l’Operazione Sei Toscana, l’acquisizione di Ecolat, che partecipa la società dei rifiuti. Quote comprate da Ecolat da Ecotrasporti a 1,4 milioni, lievitate in un anno a 6,4 milioni, tanto le avrebbe pagate Estra. E ancora, i costi per il mancato ingresso in Borsa. Si fruga sulle carte di credito per verificare evetuali utilizzi impropri e nelle sponsorizzazioni di Estra. Il corvo parlava di “spreco” per i due equipaggi alla Mille Miglia, “con stuolo di amici degli amici”. Fango o reati? Si indaga. Nomi, audio che bruciano. Macrì sotto assedio.

NIENTE DIMISSIONI

Lui va avanti. Bersagliato dagli avvisi di garanzia e dagli attacchi politici, definito “dominus” e “regista”, Francesco Macrì non molla di un centimetro e si dichiara “a disposizione” dei soci che mercoledì scorso lo hanno nominato presidente per il secondo mandato alla guida di Estra, colosso del gas e dell’energia. Nel suo profilo facebook appare l’unica dichiarazione ufficiale dopo la perquisizione della Finanza nella sede di Prato di Estra. Macrì non affronta le questioni giudiziarie, ma risponde ai sindaci del Pd dei comuni soci di Coingas che hanno contestato la durata del nuovo incarico: tre anni e non uno solo, come aveva proposto anche il sindaco di centrodestra del comune maggioritario, Arezzo, Alessandro Ghinelli. “In relazione alle dichiarazioni apparse sulla stampa da parte di alcuni ‘Sindaci del Pd’ sulla durata del mio mandato come presidente di Estra, comunico che il mio incarico è a disposizione di chi mi ha indicato, nel rispetto assoluto della corretta dialettica politica che deve caratterizzare le istituzioni”. Il post di Macrì nella pagina social prosegue: “Preciso comunque che il mio incarico è stato votato all’unanimità in assemblea di Estra, senza alcuna limitazione temporale, rispetto alla durata triennale prevista dallo statuto.” L’indicazione dell’assemblea Coingas di confermare Macrì per un solo anno, ha poi dichiarato lo stesso sindaco Ghinelli intervistato a Teletruria, si è scontrata con lo statuto di Estra, dove Coingas non è sola a decidere ma deve vedersela con i soci di Prato, Consiag ha il 39%, di Siena (Intesa ha il 25% come Coingas) e Ancona (Viva Servizi 10%). L’opportunità di allungare ad un solo anno il mandato era stata caldeggiata da Ghinelli, come ha fatto per tutte le partecipate, in considerazione del fatto che in autunno gli aretini eleggono il nuovo consiglio comunale e qualora fosse non più di centrodestra, ad esprimere il rappresentante in Estra sarebbe di diverso colore. Ma si è trattato di una pia intenzione. Altrimenti, ha dichiarato in tv il sindaco, si sarebbe bloccata l’assemblea di Estra mettendo a rischio il bilancio. Per questi motivi, ha detto il sindaco, non ha senso chiedere le dimissioni di Scortecci per aver aderito alla linea dei soci: tre anni e non uno. Macrì per ora tace sulle nuove accuse di abuso e peculato. C’è chi lo ha sentito, amareggiato, affermare di aver agito correttamente, per far crescere Estra, non per interessi personali.