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Arezzo, in sette per la poltrona da sindaco: si vota il 20 e 21 settembre. Così verso la sfida

Luca Serafini
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Tra due mesi Arezzo sceglie il sindaco. In mezzo c’è una calda estate di campagna elettorale, con venature giudiziarie in divenire. Le date delle amministrative ora sono confermate: alle urne domenica 20 settembre e lunedì 21, al mattino. Se nessuno dei candidati otterrà la maggioranza assoluta, turno di ballottaggio il 4 ottobre. A chiedere il consenso per indossare la fascia tricolore nei prossimi cinque anni sono, fino ad oggi, sette candidati. Nel 2015 a sfidarsi furono in nove con successo dell’ingegnere Ghinelli, al secondo turno, su Matteo Bracciali, candidato del centrosinistra. Finì 50,83% a 49,17%.
<CF1403>Alessandro Ghinelli</CF> parte con il vantaggio di aver amministrato la città, ha condotto con carota e bastone la delicata fase della quarantena che gli ha allungato il mandato, e alle spalle ha il blocco compatto dei tre partiti di centrodestra, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Certi sondaggi interni, forse troppo ottimistici, settimane fa lo posizionavano sul 45%. Il tallone di achille del sindaco uscente è rappresentato dalle crescenti e fastidiose vicende giudiziarie che riguardano lui stesso, indagato sui filoni Coingas, Multiservizi ed Estra, e figure politiche a lui molto vicine o da lui nominate. Il garantismo non si discute e l’uomo ha carisma, ma qualche pezzo per strada il carro di Ghinelli lo ha perso, con defezioni importanti a partire da Gianfrancesco Gamurrini, il vice sindaco, la cui reciproca stima con Alessandro Ghinelli è andata a farsi benedire nello sprint finale di legislatura. Gamurrini, uscito da Ora Ghinelli, potrebbe rientrare in partita con la Lega o con una sua lista autonoma. ma ricomporre i cocci rotti non è mai cosa facile. Tira le fila di Ora Ghinelli nuova versione, Lucia Tanti, assessore fedelissima al sindaco. Nelle ultime ore ha aderito al progetto del sindaco il popolare pediatra Italo Farnetani. A fianco di Ghinelli, poi, i civici di Arezzo nel Cuore, con Mery Cornacchini e Angelo Rossi, e Civitas Etruria Arezzo di Alessio Alterini.
Contrapposto a Ghinelli, il centrosinistra schiera il medico Luciano Ralli, figura dalla cifra umana e professionale ragguardevole, esperto delle cose amministrative, attuale capogruppo del Pd in Consiglio comunale. Non un trascinatore, si dice, ma di contenuti. Intorno a lui un’alleanza più ampia rispetto al 2015 con la componente di sinistra (eccezion fatta per i Comunisti) che si è saldata, mentre all’epoca correva a pezzi senza sostenere Bracciali, il renziano battuto da Ghinelli. Dunque a remare per il dottor Ralli ci saranno la lista del Partito Democratico, Arezzo 2020 (composta appunto da Arezzo in Comune, Sinistra, Verdi, Articolo 1) i civici di Curiamo Arezzo, i giovani di Arezzo Ci Sta e la lista Ralli. Altri esponenti delle espressioni del centrosinistra, potrebbero trovare posto nelle liste esistenti o formarne una propria. Obiettivo del ballottaggio più che alla portata e partita tutta da giocare.
Vera novità della tenzone comunale è la candidatura di Marco Donati, ex parlamentare del Pd sponda Renzi, che ha deciso di correre da sé come portavoce di un mondo inespresso politicamente, tra associazioni e innovazione, tecnologia, creatività, sport, imprenditoria. Tanti nomi nuovi nelle due liste che lo sostengono, Scelgo Arezzo e Con Arezzo, e un nome che viene dal passato, quello di Gianni Cantaloni, che fu assessore al tempo del primo sindaco di centrodestra di Arezzo, l’ingegnere Luigi Lucherini. Un Donati iperattivo, da tenere d’occhio, capace di erodere a sinistra e a destra ma anche là dove c’era stanchezza verso il voto.
In griglia, motivatissimi, outsider che possono diventare protagonisti. Il Movimento 5 Stelle schiera Michele Menchetti, che vorrebbe tanto dare una spallata ai giochi e alle incrostazioni politiche venute a galla con le inchieste Coingas, Estra, Multiservizi, in nome di trasparenza e meritocrazia; il Partito Comunista presenta Alessandro Facchinetti, che con fierezza e orgoglio rivendica l’autonomia del Pc da tutti sventolando la bandiera rossa con falce e martello; il Patto Civico candida Daniele Farsetti che è stato il primo a rompere il ghiaccio, già a febbraio, indicando le priorità del programma di buon governo: i servizi ai cittadini, come la gestione dell'acqua e quella dei rifiuti. L’ultimo in ordine di tempo a scendere in campo è stato il vigile urbano Fabio Butali, passato nel giro del quinquennio da Ora Ghinelli alla “esasperazione della gente normale”. Lista che nasce sotto il segno della delusione da una costola di quella fetta di città che portò a Palazzo Cavallo l’ingegnere Ghinelli.