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Ex zuccherificio di Castiglion Fiorentino: beni sequestrati ai Maccaferri per ipotesi bancarotta

Piero Rossi
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Si aggiunge un altro capitolo alla lunga storia dello zuccherificio castiglionese, l'azienda che dette il via allo sviluppo industriale della Valdichiana, chiusa una quindicina di anni fa, della quale ancora si parla per i problemi legati al ripristino e alla bonifica dell'area su cui sorgeva lo stabilmento . I vertici del Gruppo Maccaferri, la holding bolognese che negli anni Novanta aveva acquisito la grande fabbrica sulla spianata del Giuncheto, sono accusati di bancarotta fraudolenta. L'ipotesi è la distrazione di beni dalla holding Seci spa verso la neocostituita Sei. Sono stati sequestrati 57,6 milioni di euro. Indagati i vertici della Maccaferri, il presidente Gaetano Maccaferri, il Vice Presidente Alessandro Maccaferri, nonché Antonio Maccaferri e Raimondo Cinti.
Lo zuccherificio voluto da Amintore Fanfani negli anni Sessanta, prima nel gruppo della Federconsorzi, poi passato alla SADAM, poi alla Maccaferri, occupava stabilmente un centinaio di persone, fino a trecento nei mesi della campagna saccarifera. Fu chiuso una quindicina di anni fa a seguito delle scelte agricole della Comunità Europea e da allora a più riprese si è parlato del recupero dell'area, che a un certo punto stava per diventare centrale a biomasse e causò una specie di insurrezione tra la gente. Completata la rimozione delle infrastrutture del grande stabilimento, rimane tutt'ora aperta la questione della bonifica dell'area – oltre centro ettari – e del suo riutilizzo agricolo o industriale, tanto che in Comune esiste una apposita Commissione.