Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, titolare di officina: "Assumo, ma non trovo dipendenti. Preferiscono il reddito di cittadinanza"

Francesca Muzzi
  • a
  • a
  • a

AAA cercasi lavoratori. Succede anche questo nel post pandemia. Quando i posti di lavoro sembrano scarseggiare, c’è chi invece non riesce a trovare da assumere. Accade a Cesa dove Claudio Valentini, titolare di un’officina metalmeccanica, da dicembre scorso e quindi da prima ancora del Covid, non riesce a trovare due persone da assumere. Offre contratto a tempo indeterminato con stipendio di 1200 euro al mese. Ma da quando ha iniziato a cercare, non ha trovato nessuno. “E dire che mica voglio ingegneri plurilaureati o professionisti di chissà quale settore - dice il titolare - Cerco una persona che lavori alla piegatrice e uno ai montaggi e che abbiano entrambi, almeno un po’ di esperienza”. Ma per il momento la ricerca è andata a vuoto. “Si sono presentate persone - racconta Valentini - che hanno altre qualifiche. L’altro giorno è venuto anche un cuoco, ma purtroppo non serve. Io cerco altro, ma non l’impossibile”. Per il momento, però, sembra proprio di sì. “Ho guardato anche al centro per l’impiego, niente. E pensare che queste due persone mi servirebbero anche con urgenza”. Ma non sempre i colloqui sono andati a vuoto. Nel senso che qualche operaio specializzato si sarebbe anche presentato, “però quando gli ho detto del lavoro e dello stipendio, qualcuno mi ha risposto che prende il reddito di cittadinanza e visto che la differenza è poca, preferisce continuare a stare a casa a non fare niente”. Spiega il titolare Valentini: “Lo stipendio lavorativo è di 1200 euro al mese. Chi mi ha detto del reddito di cittadinanza ne prende 900 al mese e quindi dice che per 300 euro non gli conviene lavorare o venire tutti i giorni a Cesa. Roba da matti”. Magari si saranno spaventati per gli orari. Ma dice Valentini: “Si lavora dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 17. Se capita di lavorare il sabato mattina, viene retribuito”. E allora viene da chiedersi, perché non trova nessun dipendente? “Non lo so. Forse la colpa è la nostra che abbiamo portato i nostri giovani ad essere troppo viziati. Io vorrei fare un appello, perché chi ha voglia di lavorare si faccia avanti”. Claudio Valentini, nella sua officina metalmeccanica, ci lavora da quasi 40 anni. Nel tempo è cresciuto e adesso ha nove dipendenti, ai quali vorrebbe che se ne aggiungessero altri due. “Ma la situazione che pare davvero assurda - dice Valentini - non la sto vivendo solo io. Anche un altro collega si trova nella mia stessa condizione. Anche lui non trova giovani da assumere. Si vede che qualcosa non va”. Due anni fa, il fornaio Alessandro Canu, di Cavriglia, raccontò la sua esperienza. Non riusciva ad assumere un fornaio. Magari lì, a frenare erano gli orari di lavoro, ma stavolta nemmeno quelli. “La mia offerta rimane valida - continua Valentini - vediamo se in questo momento dove la gente si lamenta che il lavoro manca, qualcuno abbia voglia di farsi avanti. Lasciare due posti liberi sarebbe da sciocchi. Io ci spero che qualche giovane sia più attratto da un posto fisso, piuttosto che da un reddito di cittadinanza”.