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Arezzo, Yasir: "Io pakistano mi candidato per dire grazie a chi mi accolto"

Francesca Muzzi
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Yasir Irfan ha lasciato il Pakistan 17 anni fa. E’ arrivato ad Arezzo dove già c’era il fratello e oggi il suo nome compare sulla lista civica “Prima Arezzo” che candida Fabio Butali a sindaco. Sembra stridere un po’ l’accostamento tra le sue origini e quel “Prima Arezzo”, ma Yasir che ha 45 anni e oggi gestisce un bar, tabacchi che si chiama “L’Isola dei golosi”, risponde: “Me lo hanno già detto in diversi - dice - Invece io non ci trovo niente di strano, perché non è così. Conosco Fabio da tantissimi anni e mi piace come persona”. Non c’entra niente, secondo Yasir il “Prima Arezzo”, “Secondo me e anche secondo chi mi ha scelto- ribatte - vengono prima le persone”. La sua storia è quella di uno straniero che come tanti ha deciso di lasciare il suo paese e cercare fortuna altrove. Si è sempre rimboccato le maniche “per dodici anni consecutivi ho gestito la sala Bingo di Arezzo - racconta - Poi ho deciso di prendere questo locale. Io sono sempre aperto. Tutti i giorni. Da quando l’ho preso in gestione non mi sono mai riposato”. Perfino durante il periodo del lockdown, Yasir è riuscito a non chiudere: “Il bar sì, per forza, ma il tabacchi era aperto e, per fortuna, ho lavorato anche in quel periodo”. Poi è arrivata la proposta di candidarsi nella lista di Fabio Butali. “Conosco Fabio da tantissimi anni. E’ una persona che lavora sul campo, in mezzo alla strada. Quando tutti erano rinchiusi in casa, lui ha rischiato tutti i giorni. Conosce i problemi della gente ed ecco perché ho deciso di accompagnarlo in questa avventura”. Ma non è solo per questo. Yasir non dimentica l’affetto di questa città quando è arrivato. “Io adoro Arezzo e ringrazio gli aretini per avermi accolto e avermi permesso di lavorare qui e di costruire qui la mia casa, la mia famiglia. Sento che devo fare qualcosa per questa città”. Yasir, non sopporta quello che succede a Saione. Gli episodi di violenza, spaccio e droga che ormai da anni sono all’ordine del giorno. “Non mi piace quando succedono queste cose - condanna Yasir - Quando decidi di arrivare in un paese straniero, lo devi rispettare. Questi si devono rimboccare le maniche e cominciare a lavorare, invece non fanno niente tutto il giorno se non starsene a Campo di Marte e a Saione. E’ uno dei problemi che vanno risolti. Quando io sono arrivato qua ho rispettato la città che mi ha ospitato e adesso cercherò di fare qualcosa in cambio aiutando Fabio Butali nella sua corsa a diventare sindaco”. E alla domanda se ha intenzione di ricoprire un ruolo nell’eventuale vittoria, Yasir risponde: “Io so qui, ripeto, solo per dimostrare, far comprendere ed aiutare chi come me veramente desidera integrarsi in modo ottimale e positivo con il rispetto delle regole, delle tradizioni e della legge del paese e della città ospitante. Per me già essere stato scelto è un onore”.