Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Oro, Unoaerre in ripresa: ferie brevi e stop cassa integrazione

 L'ad Luca Benvenuti e Cristina Squarcialupi

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Era il 12 aprile, in piena pandemia, quando l’amministratore delegato di Unoaerre, Luca Benvenuti, in un’intervista al Corriere di Arezzo sugli effetti della crisi nel distretto orafo, disse: “E’ un disastro ma ce la faremo”. 
Benvenuti, oggi come sta Unoaerre, azienda simbolo del settore?
“Alla vigilia delle ferie, dopo l’impatto negativo per l’effetto Covid, Unoaerre alimenta un segnale di ottimismo. Registriamo una ripresa sensibile degli ordini, seppur non sufficiente a recuperare quanto perso a causa dell’epidemia”.
Quindi in fabbrica c’è lavoro.
“Sì, e proprio per questo abbiamo stabilito la chiusura aziendale solo a cavallo del Ferragosto e cioè dal 7 al 18 agosto. Poi, dopo un rientro con un organico ancora non al completo, la settimana del 24 vedrà la presenza di tutti i dipendenti a tempo pieno (280 ndr.), senza utilizzo della Cassa integrazione”. 
Siamo fuori dal tunnel?
“Calma. L’incertezza in cui si muovono ancora tutti i mercati mondiali, impedisce programmi a medio termine e non garantisce un recupero continuo del tempo pieno ed il contestuale abbandono della CIG, ma la speranza che il portafoglio ordini si manifesti sempre più consistente, fa sì che l’azienda si deve far trovare pronta a dare un servizio efficiente alla clientela”. 
Che clima c’è in fabbrica?
“Il personale e le organizzazioni sindacali hanno approvato questo percorso definito con il management, mostrando una comunione d’intenti che fa bene sperare per la ripresa”.
I mercati si risvegliano. 
“I segnali positivi sono concentrati nei mercati delle partnership nazionali e internazionali, nord Europa, gli Usa, che si stanno riprendendo, e con l’Italia nel segmento del “Fashion Jewellery” dove continua il buon successo di vendita, nonostante gli effetti dirompenti della pandemia sui consumi. In questo scenario s’innesta la quotazione record dell’oro, intorno ai 54 euro al grammo”.
Il 2019 di Unoaerre che risultati aveva dato?
“L’esercizio 2019 ha fatto registrare il migliore dei risultati dal 2012, anno di acquisto dalla gestione concordataria da parte della holding che fa capo alla famiglia del patron Sergio Squarcialupi. L’anno si è chiuso con fatturato di circa 177 milioni (+7% rispetto al 2018), con un valore aggiunto delle vendite di quasi 43 milioni (+10%); l’EBITDA è risultato pari a 8,4 milioni, contro 5,5 dell’esercizio precedente (+10%) e con un utile netto dopo le imposte di circa 2,1 milioni (+200%)”.
Numeri importanti.
“Le azioni intraprese sull’organizzazione aziendale, le ristrutturazioni sui canali di vendita e sulla gamma produttiva, il controllo dei costi operativi, la sollecitazione del management al perseguimento degli obiettivi di Piano, hanno migliorato gli indici del valore aggiunto e della marginalità”.
Dove vende l’azienda?
“Per le linee di prodotto in oro, le esportazioni - soprattutto verso continente americano e Far Est - hanno continuato il trend positivo. La crescita delle esportazioni, il solido rapporto delle partnership, la scelta di distribuzione diretta della linea “Fashion Jewellery” in argento e metalli non preziosi, ha innalzato i volumi delle vendite e ha consentito di riaffermare il brand in Italia attraverso un grande successo di vendita (+120%) grazie ai nuovi canali distributivi e di marketing”.
E il 2020 che numeri darà?
“Impossibile dirlo. Unoaerre a fine febbraio 2020 aveva registrato un fatturato di circa 26 milioni (+8%) e un valore aggiunto di 8 milioni (+26%), creando le premesse per un esercizio ancora migliore. Poi il Covid ha tolto fondamento ad ogni precedente valutazione. Ma ciò che ora conta è che i timidi segnali di ripresa si irrobustiscano”.