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Arezzo, settore costruzioni in ripresa. Magini (Ance): stop cassa integrazione ma incognita bonus

 Igor Michele Magrini presidente Ance Arezzo

Luca Serafini
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Il mattone si muove. Arrivano notizie positive dal comparto delle costruzioni dopo il blocco quasi totale di marzo e aprile. Le betoniere dell’edilizia aretina tornano a girare nel verso giusto con cifre che rassicurano a partire da quella della cassa integrazione, che in questa fase non è più necessaria. Stop. “Sì, dopo il momento peggiore del lockdown con dati spaventosi per il nostro settore, da maggio in poi è cominciata la ripresa e il mese di giugno ha offerto dati in linea con quelli del 2019”, dice Igor Michele Magini, presidente provinciale di Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili. “Occupazione e massa salari si sono riallineati a quelli consueti e anche il mese di luglio sembra sia andato in questa direzione, anche se non disponiamo ancora del dato ufficiale”, aggiunge Magini.
“Dal nostro osservatorio, l’attività edilizia è ripresa a pieno ritmo nel territorio, dopo aver superato una fase drammatica, con meno 85 per cento di ore lavorate nella fase acuta dell’emergenza Coronavirus. E ci sarebbero anche margini ulteriori di miglioramento con la possibilità di generare nuovo lavoro” prosegue Magini “ma il problema è che dall’annuncio dei bonus, gli incentivi, da parte del Governo, non si è ancora passati all’atto pratico e questo frena i cittadini intenzionati a costruire. Paradossale. C’è una fase di attesa, perché tanti vorrebbero fare opere edili approfittando di queste occasioni, però il decreto attuativo promesso ancora manca”.
Il risultato è che nei cantieri si portano avanti i lavori commissionati nella fase pre Covid, mentre tutto il volume di lavori che i privati, vero traino del settore, potrebbe generare resta inespresso. Sono le opere tra i 50 e i 100 mila euro quelle che producono linfa per le imprese. La speranza, dice il presidente di Ance, è che quanto prima si possano avere riferimenti certi sui bonus.
Il 2019 per l'edilizia aretina si era chiuso con un +3 per cento nel volume dei salari. Dopo anni di buio per il settore, si è assistito alla svolta tanto attesa anche in virtù di una maggior fluidità nelle opere pubbliche e grazie alle politiche di agevolazione per i privati. Il dramma Coronavirus ha poi fatto ripiombare a terra le costruzioni con più 6 milioni di ore di cassa integrazione in Toscana. 
Ora la ripresa. Sono circa cinquecento le ditte che operano in provincia di Arezzo, tremila i dipendenti. Stimato in 50 milioni di euro il valore dei salari degli addetti, tra imprese dell'industria e dell'artigianato. 
Nei giorni bui del lockdown, Igor Michele Magini per dare un segno positivo all’economia locale, fece notizia con la lettera inviata ai colleghi della sezione costruttori di Confindustria con la quale li esortava, “salvo gravi difficoltà” ad “onorare tutti i propri impegni con clienti e fornitori: un gesto di esempio per non interrompere la catena economica e il flusso di denaro di cui tutti avremo bisogno”.
[TESTO]Ancora è presto, forse, per valutare l’impatto dei problemi di liquidità legati al Covid per le ditte del settore, dove non tutti hanno spalle larghe. [/TESTO]Ma dopo le nubi nere, adesso c’è un po’ di sereno. L'edilizia che anche nei primi due mesi del 2020 era in una fase di progressiva crescita, sta meglio. Le betoniere girano, dice Ance. Nel verso giusto.