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Arezzo, parla l'ex sindaco Giuseppe Fanfani: chi sostiene alle elezioni, l'inchiesta della procura, il Csm, Dante

Luca Serafini
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Giuseppe Fanfani, ex sindaco di Arezzo, come vive questa fase pre elettorale? Con distacco o impegnato? Sosterrà il candidato del centrosinistra Luciano Ralli?
“Ho cominciato a 17 anni a far politica e non sono più riuscito a smettere, mi sono sempre riconosciuto e speso, nei ruoli che ho avuto l'onore di ricoprire e nell'agire quotidiano per l'affermazione dei valori sociali democratici che accomunano le varie anime del centrosinistra e dei candidati che a livello locale e nazione ne sono portatori. Sostengo convintamente il dottor Luciano Ralli e tutti i candidati di centro sinistra”.
Che valutazione dà dei cinque anni di amministrazione Ghinelli?
“Preferisco lasciare agli elettori questa valutazione. Non trovo elegante commentare l'operato dei miei successori, conoscendo bene la fatica che ho fatto io e che deve fare qualsiasi sindaco nella situazione economica precaria nella quale ci troviamo da 15 anni”. 
Centrosinistra più compatto rispetto al 2015. Può farcela?
“Credo che la partita fra Ghinelli e Ralli sia più che mai aperta”.
La spina giudiziaria nel fianco del sindaco uscente può influire?
“Non la vicenda giudiziaria in sé, che peraltro nel caso di Arezzo deve ancora sfociare in un processo vero e proprio, casomai può influire il giudizio che le persone possono dare dei fatti oggetto di indagine, delle persone che vi sono coinvolte, delle intercettazioni che si sono conosciute attraverso la stampa. Insomma vi sono elementi sufficienti perché ciascuno possa formarsi un giudizio etico. Credo però e confido che il centrosinistra saprà e vorrà ingaggiare una battaglia di idee per la città e non adagiarsi sul lavoro della magistratura, atteggiamento che non ho mai condiviso neanche in passato e che, per la mia esperienza, non ha mai portato bene”.
Scenario regionale: il centrodestra punta al ribaltone storico.
”La Toscana ha dimostrato di essere una regione virtuosa. vincerà, come sempre, chi si mostrerà maggiormente capace di cogliere e interpretare in modo maturo i problemi complessi di un popolo onesto e lavoratore come il nostro”. 
Garante dei detenuti, il suo nuovo ruolo: responsabilità e problemi.
“E’ un ruolo di grande prestigio e di grande responsabilità soprattutto in questa situazione pandemica, in cui le carceri sono sempre più chiuse ai contributi esterni e i problemi si complicano. Per le carceri ci vorrebbe una politica nuova, idee moderne e investimenti adeguati. Mi pare che oggi la politica non abbia nulla di questo”.
Riforma del Csm. Lei c’è stato come membro laico. Cosa ne pensa?
“E’ una riforma senza coraggio che non risolverà alcuno dei problemi, ma rafforzerà solo il ruolo e la struttura delle correnti rendendone più complessa la attività. Ho sempre sostenuto una separazione vera tra politica e giurisdizione. Il magistrato che entra in politica non può più rientrare in magistratura. Il resto sono pannicelli caldi, e anche la proposta attuale lo è”. 
Dante, romanzi, pittura. Nuovi progetti?
“Per il 2021 anno dantesco ho in progetto di fare una grande mostra sull’Inferno dantesco. Nel frattempo il mese scorso sono stato invitato in costa d’Amalfi a presentare il mio nuovo volume “Dante 699, l’Inferno illustrato” editore Maretti, e leggere Paolo e Francesca. Il 20 di questo mese, sarò nella splendida Rocca Federiciana di Castel Del Monte a leggere il XXXIII del Paradiso e la preghiera alla Vergine di San Bernardo”.