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Arezzo, atto finale per l'ex azienda di moda Cantarelli e indetta nuova asta per la villa

Luca Serafini
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Il progetto di rilancio del brand Cantarelli con ricadute occupazionali per il territorio aretino e cortonese, era già un sogno prima del Covid: ora sembra davvero tramontato. Proprietari bulgari in difficoltà anche in patria, alle prese col virus, e attività mai ripartita nello stabilimento di Terontola ormai scatola vuota di un glorioso passato. In cassa integrazione i tre dipendenti che erano stati assunti da Toc con l’acquisizione dell’azienda dal fallimento. Non era previsto nel breve il ritorno alla produzione dei capi di abbigliamento, ma un piano commerciale e distributivo sì. Un ponte con la Russia basato su moda, cultura, arte e altro ancora. Tutto saltato, a quanto pare. Una volta esaurito il periodo dell’ammortizzatore sociale, pare irreversibile il licenziamento degli addetti che lavoravano negli uffici e per gli eventi. La parabola di Cantarelli, un tempo fiore all’occhiello dell’economia aretina, ha dunque toccato il fondo. Per tutte le lavoratrici e i lavoratori, circa duecento, che persero il posto col fallimento del 16 maggio 2018, è arrivata ai titoli di coda l’indennità di disoccupazione Naspi. Tra le maestranze, distribuite tra l’Aretino e l’Umbria, qualcuno si è ricollocato. Ma è alto il costo sociale pagato dal territorio dopo il tracollo di una storia imprenditoriale per la quale il Ministero non ha saputo trovato il bandolo per la continuità produttiva. Tutti a casa. Acquisita in tribunale da Toc (Fashion Academy Tuscany), con il marchio del made in Italy ancora spendibile, la gestione bulgara ha fatto registrare una serie di eventi internazionali: sfilate, video, foto, tanto uso dei social. A febbraio una quarantina di operatori russi calarono a Cortona per il Cantarelli Fashion Weekend, vetrina di moda e territorio orchestrata da Irina Yordanova e dal marito Martin, i proprietari. C’erano già i primi spifferi della pandemia che poi ha rovesciato l’economia. Ora è davvero tutto spento. Silenzio totale, dopo le estenuanti battaglie tra acquirenti - tutti forestieri, nessun aretino - che si avventarono sulle spoglie dell’azienda. Di soldi ne sono corsi: prima l’affitto da 12 mila euro mensili e 600 mila per il magazzino. Poi l'aggiudicazione, pare, per 1,7 milioni. Prospettive reali zero.

LA VILLA E’ stata fissata per il 15 ottobre la terza asta per vendere la villa di Castelsecco che fu di Alessandro Cantarelli, l’imprenditore aretino che per salvare l’azienda impegnò, invano, i suoi beni. I precedenti tentativi sono andati sederti e il tribunale ci riprova con una base minima per le offerte di 576 mila euro. La villa, 454 mq, in splendida posizione, è composta al piano terra da porticato, ingresso, cucina, pranzo-soggiorno, bagno con antibagno, ripostiglio, lavanderia, accessori; al piano primo due camere con bagno, camera con bagno e guardaroba, ripostiglio, disimpegno, due terrazze; al piano secondo due vani utili, bagno, disimpegno, soffitta e terrazza. Corredata da dependance di 33 mq con angolo cottura e bagno, barbecue attrezzato. Acquisto tramite vendita giudiziaria da parte del Tribunale, con assistenza della Luffarelli Aste Immobiliari. La volta precedente la base era di 640 mila euro. In vendita, lotti distinti, anche particelle accanto alle vecchia fabbrica di Rigutino.