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Arezzo, cani in quarantena tolti alle famiglie: spiraglio per Kira e la padrona di Otto scrive a Salvini

Giovanna Belardi
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Non è ancora tornata a casa Kira, la cagnolina scappata dal giardino dove viveva la sera dei fuochi di San Donato, accalappiata e portata in canile comunale per affrontare una quarantena di sei mesi causa ordinanza Lyssavirus. Ma per lei potrebbe aprirsi lo spiraglio dei “domiciliari” in giardino. Una eventualità che adesso dovrà sciogliere il sindaco, visto che i proprietari dovranno fare espressa richiesta al primo cittadino estensore dell’ordinanza che impone ai cani trovati vaganti un periodo di isolamento al canile. Ieri pomeriggio i veterinari della Asl si sono incontrati per fare il punto su questa difficile situazione, ovvero quella di una cagnolina che ha girato nei pressi dell’abitazione dove viveva per pochi minuti, è entrata in un circolo sportivo e quindi è stata subito presa. “Il problema dipende da caso per caso, ovvio che un cane che scappa e viene preso dopo pochi minuti è diverso da un altro che invece ha vagato diversi giorni - spiega il dottor Giorgio Briganti, direttore sanità pubblica veterinaria dell’Asl sud est -. Dobbiamo valutare ogni singola situazione. Il collega ha incontrato la proprietaria per concordare un percorso che possa arrivare a una osservazione domiciliare. Ripeto, bisogna fare una valutazione su ogni singolo caso perché per arrivare a un’ipotesi del genere l’animale, per quanto a casa, deve essere custodito in un certo modo, con un controllo da parte del personale veterinario a domicilio”. Le modalità di questa legge che disciplina situazioni simili risale al 1954, un contesto un po’ diverso rispetto ad oggi: “La natura degli agenti virali non cambia, anche se è cambiato il rapporto con gli animali domestici”. Insomma che succederà ora? “La proprietaria dovrà fare domanda al sindaco, ovvero all’estensore dell’ordinanza”.
Il sindaco Alessandro Ghinelli ieri sera durante la diretta ha fatto riferimento proprio al caso di Kira. Il primo cittadino ha detto di aver incontrato ieri mattina i tecnici della Asl, di aver rilevato che in questo periodo non ci sono stati altri casi, che i famigerati pipistrelli almeno ad Arezzo non si sono trovati e che, passato il 27 agosto non rinnoverà l’ordinanza. Ha però anche detto che il parere finale aspetterà al ministero, visto che tali situazioni epidemiologiche sono legate strettamente a politiche che vanno oltre i confini comunali. E il ministero farà sapere se sia possibile per i cani microchippati, poter trascorrere questo periodo di isolamento negli spazi dei proprietari piuttosto che in canile. Intanto Kira e gli altri cagnolini di proprietà recuperati continuano a stare in gabbia. Affrontando un distanziamento forzato dai loro proprietari, penoso per chi, come Kira, era reduce da situazioni difficili e finalmente aveva trovato una famiglia che l’adora. 

IL CASO DI OTTO ]Sono in tutto sei al momento i cani ricoverati sotto osservazione al canile comunale. Tra questi c’è anche un piccolo incrocio tra pincher e bassotto, la cui proprietaria, per la disperazione ha persino scritto una lettera a Matteo Salvini.
Otto è rinchiuso dal primo luglio e la proprietaria non sa più quello che fare. Segnala che il suo cane ha anche problemi alla colonna, che è abituato a vivere a stretto contatto con lei e che in oltre 40 giorni non è riuscita a vederlo.
Tanto dolore scatenato da una fuga d’amore, dal momento che Otto è scappato per inseguire una cagnolina.
Purtroppo questa situazione ha creato momenti molto difficili per quei proprietari di cani che si sono visti privati del proprio animale. Eppure secondo i veterinari della Asl la situazione nel complesso è stata fronteggiata bene, nel senso che i cani potevano essere molti di più. Comunque visto quello che sta succedendo meglio evitare qualsiasi rischio e provvedere intanto a munire di medaglietta con numero di telefono il proprio cane. Non si sa mai.