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Diga di Montedoglio, sit in per chiedere che l'invaso non venga portato al livello massimo di acqua

Davide Gambacci
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“Nutriamo delle forti preoccupazioni sulla tenuta del terrapieno, quindi, a nostro avviso non è necessario riportare l’invaso di Montedoglio al livello massimo poiché anche così è in grado di soddisfare tutte le richieste”. Sit-in pacifico nei giorni scorsi da parte del comitato E45 punto 2, da qualche settimana federato insieme ai gilet arancioni, in località “Vignacce” proprio davanti al cancello principale dell’area gestita dall’Ente Acque Umbre Toscane. C’erano già stati in passato e sono ritornati accompagnati dalla loro mascotte vista anche nelle manifestazioni legate alla E45; il professor “Scheletroni”. “Continuiamo a ribadire – afferma lo storico portavoce, Gianluca Cirignoni – il pericolo che costituisce la diga di Montedoglio, una sorta di spada di Damocle sopra la testa di migliaia di persone e abbiamo visto che questo invaso al primo collaudo ha ceduto. Più volte è stata ribadita la nostra preoccupazione, soprattutto concentrata sul terrapieno. Nessuno finora ha ascoltato i nostri gridi di allarme: ora, come comitato E45 punto 2, facciamo partire una serie di lettere di ‘diffida’ – una ventina in totale – indirizzate a tutti i sindaci dei Comuni interessati, ai presidenti di Regione Umbria e Toscana e ovviamente anche alle Procure di Arezzo e Perugia. Il nostro non vuole essere affatto allarmismo – spiega Cirignoni – ma una costatazione, una preoccupazione nostra per la cittadinanza intera; con questa missiva possiamo dire di aver messo nero su bianco il tutto”. Comitato E45 punto 2 che più volte si è reso protagonista di manifestazioni pacifiche legate all’invaso di Montedoglio e non solo: una situazione complessa quella che interessa l’invaso di Montedoglio, il più grande a livello di estensione della Regione Toscana. “Dighe come questa – rimarca Gianluca Cirignoni – vanno incontro a dei problemi chiamati di ‘sifonamento’: per quasi dieci anni, infatti, l’acqua non ha esercitato pressione sul terrapieno con il rischio che si sia indebolito; sotto, invece, l’acqua potrebbe aver scavato creando a sua volta una sorta di vuoto. Ribadiamo – conclude il portavoce – il nostro allarme per le condizioni del terrapieno, che almeno sia monitorato e verificato prima di far risalire il livello; a nostro avviso, poi, non è necessario riportare Montedoglio ad una quota massima poiché ha sempre soddisfatto le richieste di adduzione idrica. Non ci fidiamo e come comitato abbiamo a cuore la sicurezza delle persone di questa vallata”. Lettere che sono già pronte per essere spedite – questo è quanto lascia trapelare Cirignoni – seppure verranno francobollate subito dopo Ferragosto, vista anche la coincidenza con le ferie estive. Non si ferma certamente qua l’attività del comitato E45 punto 2 perché altri sit-in sono stati programmati nella solita location, ovvero davanti al cancello principale per l’ingresso all’invaso di Montedoglio.