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Arezzo, il popolo degli agriturismi movimenta la città mentre le strutture ricettive del centro soffrono

Giovanna Belardi
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Si rivedono i turisti a spasso per la Arezzo. Quello che nelle settimane precedenti era stato un timido segnale, adesso finalmente sembra essere una conferma. Agosto ha riportato i visitatori. Sia italiani che stranieri, questi ultimi praticamente diventati, nella prima fase dell’estate, merce rara. Invece, nonostante il caldo, in centro storico c’è gente. A spasso per le viuzze, nelle chiese, nei musei e nei locali. Sia chiaro, in proporzioni ben lontane dallo scorso anno e si tratta per lo più di famiglie che soggiornano in strutture in campagna, case vacanze oppure che hanno preso in affitto per qualche giorno un appartamento. In città gli alberghi sono ancora in sofferenza visto l’andamento del turismo post Covid. Ma di questi tempi anche una rondine può fare primavera. Laura Lodone, responsabile dell’area turismo di Confcommercio fotografa la situazione: “Ci sono italiani e sono tornati gli europei, quelli che possono raggiungere il nostro Paese in auto. Quest’anno i turisti hanno preferito inevitabilmente le strutture che hanno la possibilità di avere spazi all’area aperta. Qualcosa si è visto già da luglio, ma purtroppo la situazione resta pesante e le città d’arte sono quelle che soffrono di più. In città le strutture ricettive sono vuote. Sono preoccupata perché anche gli agriturismi che in luglio e agosto hanno il tutto esaurito con soli due mesi non riusciranno a recuperare un’annata del genere. Comunque sì, un po’ di movimento in più in questa fase di agosto si vede”. Turisti che comunque vengono conquistati dalla città: “Sono tornati gli stranieri, soprattutto europei e tanti italiani - spiega Eleonora del Centro guide che organizza visite anche durante la settimana-. Alloggiano nelle strutture in campagna e vengono a visitare la città. Restano tutti stupiti dalla sua bellezza e dal suo essere a misura d’uomo. Dalla possibilità di godersi le bellezze storico artistiche con un ritmo diverso. Una curiosità? Abbiamo tante richieste anche da parte degli aretini che rimasti a casa vista la situazione approfittano per conoscere meglio il proprio territorio e ci contattano per prendere parte alle visite guidate, specialmente quelle del sabato”. E in questa fase a fare la parte del leone è proprio piazza Grande. Di regola meta turistica, vissuta dagli aretini quasi esclusivamente nel periodo di Giostra, adesso con l’ampliamento dei tavolini, ha visto tornare anche i cittadini. La conferma arriva da chi lavora qui: “Negli ultimi giorni si vede un flusso turistico maggiore rispetto a qualche settimana fa - spiega Luca Scoscini chef di Essenza Dario e Anna -. Siamo lontani dai numeri dello scorso anno, ma considerata la situazione, il movimento c’è. Ci sono molti italiani, forse anche più dello scorso anno. I tavolini in piazza piacciono e stiamo lavorando molto anche con gli aretini, che finalmente sembrano aver riscoperto la piazza”. “Il turismo non è di certo quello degli anni passati ma questa settimana abbiamo visto una maggiore affluenza di stranieri e italiani - conferma Marzia de La Lancia d’Oro -. Con il fatto di “4 ristoranti” abbiamo molti italiani che vengono proprio perché hanno visto la trasmissione. Riusciamo a lavorare con tutta la squadra, i nostri dipendenti ci sono tutti e quindi di questi tempi è una grossa soddisfazione”.
Dulcis in fundo due spunti per gli amministratori su cui lavorare in questa fase di turismo slow, per tenersi pronti per quando la normalità sarà non solo percepita ma reale: riuscire ad avere dei bagni pubblici funzionali e distribuiti lungo i tradizionali percorsi turistici e un progetto unitario per gli arredi di piazza Grande. Una uniformità nei dehors, potrebbe dare un tocco in più e salvaguardare l’eleganza del contesto.