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Arezzo, il business delle case Leopoldine: investimenti milionari alla prova del mercato

Luca Serafini
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I tempi tormentati dall’insidia Coronavirus incoraggiano verso il turismo della salute e del benessere: la filosofia dell’albergo “diffuso”, lontano da luoghi affollati. Il colosso dell’agricoltura Bonifiche Ferraresi e Aboca ci credono. Con i rispettivi progetti incentrati sul recupero delle antiche case Leopoldine, da trasformare in lussuose strutture ricettive dislocate nella campagna toscana. 
“Prima della fine dell’anno inizieranno i lavori in due nostri immobili ed entro il 2021 contiamo di poter aprire ai primi ospiti”, dice Federico Vecchioni, amministratore delegato di BF. Il gigante agricolo quotato in Borsa, veleggia con ottimi numeri sull’onda dell’andamento del “food” durante e dopo il lockdown. Dispone di quindici Leopoldine tra Cortona e Castiglion Fiorentino. 
“Il nostro progetto incentrato sui soggiorni salutistici, poggia su una intesa con la catena Hilton” prosegue Vecchioni “e sono cinque le Leopoldine che in questa fase iniziale adegueremo: tra queste anche la Villa di Santa Caterina destinata a diventare Resort dove il cantiere aprirà a inizio anno nuovo”. 
Già in corso da alcuni mesi i lavori nel vicino Stradone di Montecchio, dove Valentino Mercati, con Aboca, intende restituire vita agli splendidi casolari fatti realizzare dal Granduca lungo la strada costeggiata dalle distese dei campi dove oggi si producono erbe officinali. Dopo una fase di vitalità dei cantieri, per la verità si è poi registrata una frenata, ma Mercati assicura che Aboca crede fortemente nell’operazione Leopoldine ed è in cerca di un gestore per portare avanti l’iniziativa. Una ventina di milioni l’investimento con ricadute per le imprese edili del territorio coinvolte. Le case di Butignolo e Zino in zona Santa Caterina sono quelle su cui Bonifiche Ferraresi incentra subito i propri sforzi dopo che nei giorni scorsi il comune di Cortona ha espletato gli ultimi atti urbanistici per dar corso al recupero nei luoghi dove BF produce le colture con una settantina di addetti e dove ha recuperato già un immobile trasformandolo nel Centro direzionale dei Granai. Decine di milioni di investimento sul versante Leopoldine. 
Sia Cortona che la confinante Castiglion Fiorentino, con le rispettive amministrazioni comunali, hanno assicurato massima disponibilità per assecondare l’operazione. A disciplinare la materia ci sono poi le indicazioni della Soprintendenza e il piano di riferimento messo a punto dalla Regione Toscana che in questi anni molto si è spesa per una riqualificazione rispettosa e produttiva di queste testimonianze architettoniche del passato. Turismo della salute e della cultura sono espressioni che rischiano tante volte di rimanere vaghe e impalpabili, ma che in Valdichiana ora si cerca di rendere concrete. Convertire i muti ruderi del passato in moderne e accoglienti residenze per coccolare turisti provenienti anche da paesi lontani per offrire loro soggiorni di quiete e wellness in un contesto paesaggistico e culturale unico. Borghi delle meraviglie dove solo una notte ha costi “per chi può”. Sfruttare il valore aggiunto di costruzioni che arrivano come relitti dalla storia, quando ogni Leopoldina era abitata e vissuta da più nuclei familiari con tante braccia dedicate ai campi circostanti. La scommessa di Bonifiche Ferraresi e Aboca, a cavallo tra il 2020 del Covid e un 2021 per molti versi pieno di interrogativi, vive la sua fase cruciale. Gli annunci ci sono. Alcune gru svettano a fianco delle vecchie case con la loro inconfondibile fisionomia: edifici a blocco, isolati, tetto a padiglione, portico, loggia e colombaia. Coloniche nate durante la bonifica e lo sfruttamento agricolo della Valdichiana tra ‘700 e ‘800. Carte progettuali e strategie sono in mano a manager e operatori. La parola decisiva la darà il mercato.