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Arezzo, dal sit in in piazza Repubblica parte appello: "Non tagliate quelle piante"

Giovanna Belardi
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Quelle piante non si devono tagliare. Partecipato sit in proprio sotto i tigli e i lecci a rischio abbattimento di oltre un centinaio di cittadini, che il caldo e la domenica di Ferragosto non hanno fermato. Sul tavolo della protesta, il taglio annunciato per fine agosto inizi di settembre delle piante che oramai da decenni abbelliscono l’ingresso di via Guido Monaco per chi arriva dalla stazione. Il progetto di rifacimento di piazza della Repubblica non li prevede e così via le piante, quattro o forse anche più.
Fine annunciata ma passata un po’ in sordina, a parte qualche protesta che ci fu oramai due anni fa, quando venne ventilata l’ipotesi di un rifacimento del verde esistente che comprendeva anche i giardini del Porcinai. Anche allora prese di posizione seguite poi da un periodo di silenzio. 
Fino al rilancio, in questi giorni, dello smantellamento del verde storico di questa parte della città. Attraverso il passaparola e facebook si è costituito un gruppo di cittadini intenzionati a battersi per la difesa e soprattutto la cura futura di queste come delle altre piante che abbelliscono la città. 
Ieri pomeriggio puntuale alle 18,30 ha preso la parola con il megafono Gabriele Donnini, che di questa protesta è il coordinatore, il quale ha rifatto praticamente la storia del gruppo di alberi. Piante oramai con un’età importante, pregiate e non poste lì a caso, visto che abbellivano quello che era l’ingresso dei visitatori alla parte alta della città. E per molti aretini che lavorano in zona “presidi” verdi tradizionali, dove ripararsi dalla pioggia torrenziale in inverno o fermarsi per qualche minuto a riprendere fiato durante il solleone estivo. Insomma, non piante qualunque. Donnini nell’introduzione ha inquadrato il contesto storico in cui venne messo a dimora questo verde, prima della guerra.
Quindi sono state espresse perplessità su un progetto che “considera il verde come un accessorio”, una parte della costruzione urbanistica. Ha inoltre spiegato che questo moto di protesta parte dal caso delle piante di piazza della Repubblica ma vuole cogliere l’occasione per chiedere una politica vera di tutela del verde cittadino. “Gli alberi vanno curati, se si ammalano curati ancora di più. Anni di incuria hanno portato le piante a rovinarsi” ha detto Donnini, segnalando come la manutenzione costante e regolare evita che gli alberi possano creare anche il minimo problea. Hanno quindi preso la parola un agronomo e alcuni cittadini. 
Dell’amministrazione comunale non c’era alcun rappresentante, ma a breve il Comune riceverà una lettera in cui i cittadini elencheranno le ragioni della loro opposizione al progetto. La raccolta di firme intanto ha visto un consistente numero di adesioni, oltre 150 in pochi minuti, e continuerà per tutta la settimana anche nei negozi che si sono resi disponibili e probabilmente al mercato di sabato. 
“Scriveremo anche alla Sovrintendenza. Noi speriamo seriamente in un ripensamento. Tra l’altro non si capisce che piante metteranno. Infatti parlano di uniformità con altre vie dove in realtà sono state messe soltanto delle siepi ora molto cresciute. Quindi non sono alberi ma bordature. Non fanno parte di un contesto qual è quello dei giardini del Porcinai che aveva un suo equilibrio e un suo studio alle spalle”.
Il sit in si è svolto in maniera ordinata e non ci sono stati problemi all’ombra delle piante che si cerca di salvare. 
Dei bambini hanno portato un disegno spiegando con i colori il significato che quelle piante destinate a essere abbattute hanno anche per i più piccoli. Riusciranno i cittadini a fermare il taglio?
La settimana che arriva è decisiva.