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Arezzo, ciclisti pedalano sul sentiero nel bosco e trovano una discarica di mobili

Alessandro Bindi
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 Trasloco a cielo aperto. Mobilia abbandonata nel bosco a Pomaio. Un gruppo di ciclisti scopre una discarica di mobili seminati dall’inciviltà. In un sentiero che si collega alla strada che proietta verso Pomaio, alle porte della città, sono emersi comodini, specchiere, pannelli e sacchi neri stracolmi di sporcizia.
A segnalare sui social il ritrovamento è un aretino di 35 anni, Giacomo. Il ciclista adesso auspica che alla sua segnalazione segua un rapido intervento di rimozione e che l’immondizia non resti stretta tra lungaggini burocratiche.
“Con un gruppo di amici” racconta Giacomo “stavo percorrendo la strada bianca quando ci siamo trovati di fronte alla valanga di rifiuti. Ho prontamente effettuato svariate telefonate ad enti e alle Forze dell’Ordine ma la sensazione è stata quella di un rimpallo di competenze. A distanza di due giorni ancora la sporcizia è lì immobile”. Anzi c’è chi ha aperto i sacchi neri sparpagliando ulteriormente il degrado. Quello di Pomaio è l’ennesimo ritrovamento di discariche alzate nottetempo dai furbetti dei rifiuti. L’ennesimo caso dell’abbandono selvaggio di mobilia e scarti edili evidenzia un crescente malcostume che si sta ripetendo in giro non solo tra i cassonetti cittadini ma anche nel territorio, in angoli nascosti tra le campagne. In giro c’è ancora chi sceglie di nascondersi tra la boscaglia per disfarsi di rifiuti ingombranti, anziché utilizzare le isole ecologiche o il servizio di raccolta a domicilio. Spesso dietro a tali comportamenti deprecabili si nasconde il mancato pagamento delle bollette da parte degli utenti che impedisce il ritiro domiciliare oppure addirittura chi effettua lavori al nero e preferisce smaltire abusivamente mobilia anziché pagare per il regolare conferimento dei rifiuti. A contrastare il fenomeno crescente in questi anni, ci ha provato la consigliera comunale Mery Cornacchini e l’amministrazione comunale ha tentato di mettere in atto azioni mirate a frenare l’abbandono selvaggio. Il risultato per adesso sembra non arrivare e il ritrovamento testimonia che la lotta contro i rifiuti, è stata avviata ma mai vinta. Una battaglia che sembra persa di fronte a tanta inciviltà e per la quale servirebbe maggior attenzione. Le bacheche degli aretini sono piene di foto e segnalazioni di casi analoghi. Ultimo, ma non ultimo, anche il caso di Poti dove c’è chi segnala sul web detriti, scarti edili, pensili da cucina e televisori immersi nel verde. Uno scempio senza fine.