Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, cremazioni bloccate da luglio: deposito del cimitero pieno di resti mortali e scatta sepoltura forzata

 Il tempio crematorio di Arezzo

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

I lavori al tempio crematorio vanno per le lunghe: il deposito dei resti delle salme riesumate è ormai pieno e al cimitero di Arezzo scatta l’inumazione “forzata” per 25 defunti. Situazione di emergenza sotto il sole d’agosto, ma Arezzo Multiservizi rassicura: “Tutto avviene nel pieno rispetto dei regolamenti di polizia mortuaria e non ci sarà affatto, come alcuni vanno dicendo, una sepoltura comune. Ognuno avrà la sua cassa e la sua croce”. Da oggi via al maxi seppellimento, che tuttavia ha suscitato qualche malumore tra i familiari dei defunti. Una volta scaduta la concessione nei cimiteri, in seguito a esumazioni o estumulazioni, i parenti avrebbero voluto procedere alla cremazione, ma questo è impossibile. Proprio perché da luglio il forno del cimitero di Arezzo, che solitamente riceve 5 o 6 salme al giorno, è fermo. A dieci anni dalla sua entrata in funzione, l’impianto è sottoposto ad una accurata manutenzione che, spiegano ad Arezzo Multiservizi, richiede più tempo del previsto per intervenire su una serie di situazioni inizialmente non preventivate. Ancora non c’è una data di riattivazione del tempio di Arezzo che trasforma le salme in ceneri. Nel corso delle settimane si è così verificato un sovraffollamento di resti nel deposito preposto alla funzione di “parcheggio”. Negli ultimi giorni lo spazio si è praticamente esaurito e, con stretta osservanza alle disposizioni in materia, Arezzo Multiservizi ha dovuto prendere la decisione. Quella appunto di seppellire le venticinque salme nell’area di inumazione del camposanto. Qui le spoglie dei cari estinti potranno proseguire il loro “riposo”. In forma transitoria, qualora le famiglie decidano di riesumarle di nuovo quando il tempio crematorio sarà acceso. Alternative, dicono ad Arezzo Multiservizi, non ce ne erano dato che per effettuare la cremazione di tutto il gruppo di defunti, si sarebbe dovuto procedere ad un bando per individuare la struttura dove procedere. Con ulteriori tempi di attesa incompatibili, per questioni igieniche e sanitarie, con la situazione che si è venuta a creare al cimitero di Arezzo. Sul punto, pare ci siano diverse correnti di pensiero, con alcuni che sostengono che una delibera della giunta comunale avrebbe risolto rapidamente lo stallo dando il via libera alle cremazioni fuori Arezzo. Ad ogni modo oggi si procede all’inumazione dei resti mortali dei defunti rimasti in attesa nel deposito. Situazione emotivamente non piacevle per i parenti, riconoscono a Multiservizi, “ma ognuno sarà collocato nella sua bara, avrà la sua fossa e la croce con nome e cognome”.