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Arezzo, elezioni: la sfida dei simboli delle 17 liste che sostengono gli 8 candidati sindaco. Ecco la scheda per votare

Luca Serafini
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Un orologio, diversi cuori, la spiga di grano. La falce e il martello che non arrugginiscono mai, la fiamma tricolore ancora accesa. E poi le cinque stelle, lo spadone sguainato di Alberto da Giussano, il bianco-rosso-verde declinato in più modi. 
Ma anche immagini territoriali, come il profilo della città di Arezzo, di Piazza Grande, del campanile della Pieve. E’ vario e assortito il campionario di oggetti e figure ritratti nei simboli delle 17 liste elettorali. 
I candidati ci mettono la faccia e le idee, ma sulla scheda elettorale che gli aretini apriranno nella cabina il 20 e 21 settembre ci saranno quei cerchietti colorati: miniature acchiappa consensi. Sintesi concentrate di un’identità, un progetto, una fila di promesse. 
Dunque scorriamoli, i 17 simboli, proprio nell’ordine di apparizione nel foglio di carta destinato a ricevere le “ics” degli elettori.
Il Patto Civico che candida a sindaco Daniele Farsetti, offre un’immagine composita dello skyline di Arezzo: il Duomo, il Palazzo comunale e il campanile della Pieve, di color amaranto, sormontano la fascia verde con le generalità del candidato e, sotto, il nome multicolore della lista. 
Secondo e terzo posto - attenti a non confonderli nella scheda - sono occupati dalle due liste comuniste. Così simili, ma così diverse. E divise. Prima appare il Partito Comunista Italiano, che candida a sindaco Laura Bottai con il simbolo classico del Pci, quello che come lo vedi pensi a Berlinguer e ai tempi delle contrapposizioni con Dc, Psi, Msi. Quindi bandiera rossa appoggiata su quella italiana, falce e martello in giallo con relativa stella. 
Il Partito Comunista, invece, con altrettanta fierezza e orgoglio candida Alessandro Massimo Facchinetti a primo cittadino di Arezzo, ed è identificato con un simbolo dove gli storici attrezzi visceralmente legati all’idea politica comunista, la falce e il martello, sono di colore bianco e bucano uno sfondo rosso con la scritta a corpi grossi del partito. 
La scheda delle elezioni amministrative propone poi le cinque liste che sostengono il candidato Luciano Ralli, il medico scelto dall’alleanza di centrosinistra per recuperare la guida di Palazzo Cavallo perduta nel 2015 al ballottaggio, quando il giovane renziano Matteo Bracciali fu sconfitto dall’ingegnere Alessandro Ghinelli, candidato del centrodestra. Si veniva da due mandati con il sindaco Giuseppe Fanfani in sella (al secondo lasciò per entrare nel Csm). Il nipote di Amintore aveva interrotto l’amministrazione di centrodestra targata Luigi Lucherini affondata da beghe giudiziarie e veleni interni. 
Dunque, a spingere il dottor Ralli ecco il Partito Democratico con il suo simbolo classico, più il ramoscello d’ulivo e la scritta Arezzo, in amaranto.
Arezzo Ci Sta!, con tanto di punto esclamativo, mostra invece un biglietto da visita informale per proporsi come fresca realtà nata tra giovani impegnati nelle associazioni, che ora vogliono dire la loro nelle cose cittadine. Sfondo giallo con silhouette nera di sette giovani abbracciati assieme (per lo più donne) e intorno al cerchio le parole chiave: “Aggregazione cultura innovazione sostenibilità territorio”.
Arezzo 2020 - per cambiare a sinistra, punta sulla parola Arezzo a grossi caratteri e su una data, lo sciagurato 2020 anno del Covid, da interpretare come momento di svolta. La spiga giallo/arancio su sfondo rosso dovrebbe indicare prosperità e fecondità amministrativa. Il simbolo di CuriAmo Arezzo spicca indubbiamente per originalità: una mano e la testa del cavallo emblema di Arezzo, formano un cuore, tutto in amaranto, che richiama la necessità di prendersi cura di Arezzo. CuriAMO, gioco di parole, rafforza il concetto di una lista nata e sostenuta in ambito sanitario (e non solo).
Essenziale e dritta al messaggio è invece l’immagine della lista personale di Luciano Ralli: con la scritta Ralli Sindaco su disco rosso. 
Altro candidato sindaco è Fabio Butali, alla guida del cosiddetto partito degli scontenti, quelli che sarebbero rimasti insoddisfatti dall’amministrazione Ghinelli. Il nome Prima Arezzo, che richiama il noto “prima gli italiani”, gioca graficamente sulla torre campanaria dei cento buchi utilizzata come lettera “I” della parola “prima”, il tutto racchiuso in un braccio a forma di cerchio con una mano che si apre, rassicurante, a voler proteggere e custodire la città.
Cinque le liste e i simboli a supporto del sindaco uscente, Alessandro Ghinelli, sostenuto dai partiti del centrodestra e da formazioni civiche. 
Spartana e netta l’effigie di Civitas Etruria Arezzo, con scritta bianca su campo amaranto (tra i candidati c’è pure l’ex calciatore Sandro Tovalieri), circondata da anello tricolore. 
Per la Lega lo stemma è quello che auspica Salvini premier, di percezione immediata e facile lettura, mentre Forza Italia ha combinato la sua bandiera tricolore con la scritta azzurra Berlusconi, alla vivace realtà civica di Arezzo nel Cuore, identificata appunto da un cuore con relativo gioco di colori. Risultato: Forza Italia con Arezzo nel Cuore.
Simbolo nazionale calato in contesto locale anche per Fratelli d’Italia, dove il traino di Giorgia Meloni dà vigore ad una fiamma tricolore che proviene da lontano nel percorso politico della destra.
Il partito del sindaco, Ora Ghinelli 2025, ha aggiornato la data alla nuova sfida. L’anno 2025, appunto, è quello che indica l’arco temporale dell’eventuale secondo mandato. Il nome dell’associazione Ora, acronimo che sta per “Officina per il rilancio di Arezzo”, si presta al gioco di immagini con il quadrante di un orologio. Come dire: ri-tocca a Ghinelli. Simbolo asciutto ma elegante, in verde, agganciato al nuovo corso del gruppo di sostenitori dell’ingegnere, fedelissimi tra i quali spiccano volti della prima ora, appunto, e new entry. 
L’ex deputato del Pd, Marco Donati, potenziale ago della bilancia nella sfida tra i blocchi di centrodestra e centrosinistra, è sostenuto da due liste con rispettivi simboli. Scelgo Arezzo propone un palazzo comunale stilizzato e d’impatto, che cromaticamente stacca rispetto agli altri emblemi, con la freccetta del cursore che indica, appunto, il nome della lista da premere. Essenziale il logo su sfondo azzurro di Con Arezzo - innovazione sostenibilità territorio. L’ottavo candidato sindaco, in ordine di apparizione nella scheda, è Michele Menchetti per il Movimento Cinque Stelle con il popolare disegno pentastellato su anello rosso e in risalto la parola Arezzo.