Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, cannabis terapeutica: indagato Walter De Benedetto per la serra che aveva per curarsi

 Walter De Benedetto

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Walter De Benedetto è indagato. “Coltivazione di sostanza stupefacente in concorso”: questa l’ipotesi di reato mossa dalla procura di Arezzo per l’uomo di 48 anni costretto sulla carrozzina a rotelle dall’artrite reumatoide. La sua vicenda è diventata un caso nazionale sul tema dell’utilizzo della canapa per lenire sofferenze e dolori. Nell’ottobre del 2019 l’amico di De Benedetto fu sorpreso dai carabinieri ad annaffiare le piante di cannabis nella serra nel terreno di Walter, vicino all’abitazione: arrestato e rilasciato, alla fine del processo il giudice ha disposto per l’amico di Walter la “messa alla prova” che se superata cancellerà il reato. M.B., 42 anni, dava una mano a De Benedetto nella coltivazione di cannabis dalla quale il malato otteneva la sostanza per uso terapeutico. Quella passata dalla Asl su prescrizione medica, non gli era sufficiente. Sul caso ambientato alla periferia di Arezzo, a Ripa di Olmo, si accesero i riflettori nazionali. All’inizio Walter non fu colpito da alcun provvedimento giudiziario e nel processo era solo testimone. Ma nei suoi confronti è stato successivamente aperto un fascicolo che ora lo chiama in causa per la coltivazione “in concorso”. Erano 25 i chili di cannabis al centro della vicenda e il 48enne affetto dall’artrite reumatoide fin da subito affermò che il prodotto era finalizzato alle sue cure e non allo spaccio. Il verdetto del giudice Giulia Soldini ha tenuto conto della particolare situazione, accogliendo la linea degli avvocati Osvaldo Fratini e Cristiano Cazzavacca. Applicato il quinto comma, quello sulla modica quantità, con conseguenze penali ridotte al minimo. A maggior ragione lo stesso criterio varrà per il proprietario della serra, Walter De Benedetto, ma la difesa potrebbe puntare anche a far cadere l’accusa. L’avvocato Andrea Berti lo assiste d’ufficio in questa fase, ma con ogni probabilità a difendere Walter sarà un avvocato di Roma. L’Associazione Luca Coscioni fin da subito ha dimostrato vicinanza a Walter, che scrisse anche un appello al presidente del consiglio Conte. ]Un anno fa Walter è stato ricevuto a Montecitorio dal presidente della Camera, Roberto Fico. [/TESTO]De Benedetto gli spiegò la sua necessità di assumere cannabis medica, chiese l’impegno ad approvare una legge per il diritto alla salute di chi è nelle sue condizioni, sostenne la causa dell’autoproduzione della sostanza per fini terapeutici. “Walter ha diritto ad essere aiutato dallo Stato e invece troppo spesso ancora lo Stato si mette di traverso negando la possibilità di avere la cannabis terapeutica che pure gli è stata prescritta”, disse un giorno Marco Cappato, dell’associazione Coscioni, a casa di De Benedetto davanti alle telecamere. “E lo Stato” aggiunse “si mette di traverso anche sulle scelte di fine vita”. Sì, perché nella dolorosa storia di Walter c’è pure il tema del testamento biologico a fronte di una malattia inguaribile, che non dà tregua e riserva solo sofferenza.