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Arezzo, le spese elettorali per la corsa a sindaco. Dai 40mila di Ralli ai 450 di Facchinetti

Uno dei seggi di Montefiascone

Francesca Muzzi
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Dai 40mila euro di Luciano Ralli ai 450 euro di Alessandro Facchinetti. In mezzo ci sono i 25mila euro di Marco Donati e i 16mila di Alessandro Ghinelli. La campagna elettorale si fa a suon di spot, “santini”, siti e propaganda varia: ma quanto costa? Basta aprire l’Albo pretorio del Comune di Arezzo alla voce “Bilancio preventivo di spese del candidato, consigliere o lista” ed ecco i bilanci che sono stati dichiarati prima della campagna elettorale. Numeri che, ovviamente, possono variare sia per difetto che per eccesso una volta conclusa la tornata elettorale quando le cifre, solo preventivate, poi diventano reali. Il primo dato che balza agli occhi è quello di Luciano Ralli, candidato per il Centrosinistra. Il medico aretino ha preventivato, di tasca sua, 40mila euro. I militanti della coalizione hanno detto che non ha voluto niente dalle casse del partito. “Sì è così - conferma Ralli - Ho stanziato quella cifra personalmente. Anche in vista dell’eventuale ballottaggio”. Della coalizione del centrosinistra, la lista che ha fatto un preventivo maggiore delle altre è Curiamo Arezzo con 10mila euro. E passiamo allo schieramento del centrodestra, dove il candidato a sindaco, Alessandro Ghinelli, ha messo in cantiere (cifra personale) 16mila euro. In questo caso a preventivare una spesa maggiore rispetto alle altre forze della coalizione è la Lega Salvini Premier con 6mila euro. Marco Donati al quale fanno capo le due liste civiche Scelgo Arezzo e Con Arezzo, ha dichiarato 25mila euro per sua campagna elettorale. Spesa di previsione, ribadiamo. Quelli che hanno preventivato di spendere meno sono i due candidati che fanno capo rispettivamente al Partito Comunista Italiano Laura Bottai e al Partito Comunista Alessandro Massimo Facchinetti. Per le loro campagne elettorali hanno ipotizzato rispettivamente 800 e 450 euro. “Il mio budget - conferma Facchinetti - è stato rispettato”. Poco più di 2500 euro per Michele Menchetti del Movimento Cinque Stelle e 5mila euro per Daniele Farsetti di Patto Civico. Ma c’è anche chi in questa campagna elettorale ha dovuto chiedere un prestito alla banca. E’ il caso di Fabio Butali della lista “Prima Arezzo” che pensava di riuscire a vendere la moto per finanziarsi la campagna elettorale e invece: “Mi sono rivolgere ad un istituto bancario per chiedere diecimila euro”, dice Butali. Nel preventivo spese di lista, Prima Arezzo, ha 2500 euro, segno che tra volantini, sede e quanto altro, il costo è salito. E chissà che cosa succederà nelle prossime settimane quando la campagna elettorale sarà alle battute fnali e tutti i candidati dovranno sparare le ultime cartucce per conquistare gli elettori.