Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, Salvini abbraccia Fredy: "Solidarietà umana, è una persona pacifica: se il pm dice che si è difeso mi auspico che la giustizia dica lo stesso"

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Matteo Salvini ha fatto visita a Fredy Pacini, il gommista e commerciante di biciclette di Monte San Savino che il 28 novembre 2018 ha ucciso un ladro entrato a rubare nel suo capannone. Il leader della Lega ha visitato proprio l'officina, accolto da Pacini, con a fianco la moglie e l'avvocato Alessandra Cheli. Una settimana fa il gip Fabio Lombardo ha disposto nuove indagini tenendo aperto il caso. "Speriamo che nuova legge venga applicata" ha detto Salvini usando molta prudenza nell'entrare negli aspetti giudiziari della vicenda. "Prendo atto" ha proseguito, che la pubblica accusa dice che Fredy si è difeso e mi auspico che la giustizia alla fine dica lo stesso". Il leader della Lega, che era accompagnato dalla candidata alla presidenza della Toscana, Susanna Ceccardi, ha visitato gli ambienti che furono teatro del fatto di sangue. E' saluto sul soppalco dal quale Pacini aveva ricavato un appartamento e sparò verso l'ingresso: i malviventi muniti di piccone stavano sfondando l'ingresso. Cinque colpi di pistola. Una legittima difesa putativa, secondo la procura di Arezzo (riteneva di essere minacciato e in pericolo di vita) ma il giudice ha chiesto ulteriori accertamenti per esserne pienamente convinto. "Ho visto dove Fredy Pacini ha dormito per quattro anni e dove aveva ricavato la cucina e mi domando se è normale che un artigiano debba fare quella vita", ha detto ancora Matteo Salvini parlando dell'esasperazione di Pacini dopo la serie di furti che negli anni ha bersagliato la sua attività. "Solidarietà umana e non politica né giudiziaria" ha precisato l'ex ministro dell'Interno, "Fredy è una persona pacifica e tranquilla che avrebbe evitato di fare quello che ha fatto se altri fossero stati tranquilli a casa loro", ha detto ancora parlando di un rapporto di vera amicizia che si è instaurato con Pacini e la famiglia da quel giorno. Il gommista -  fiducioso nella giustizia sulla vicenda - da parte sua ha risposto ai cronisti di non sentirsi affatto strumentalizzato. Caloroso l'abbraccio tra i due al termine dell'incontro. Salvini ha poi ripreso il suo tour elettorale e sul mancato lanciato dal paracadute ha detto che lo farà, ma più avanti, quando avrà più tempo. Ora la campagna elettorale vive lo sprint finale. Vinceremo, ha detto, sulla sfida per la Regione Toscana. Una folla di sostenitori lo ha atteso in via della Costituzione per il rito dei selfie.