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Scuola, studente caduto dal tetto durante ricreazione anti Covid: inchiesta per lesioni colpose

Davide Gambacci
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Cade dal lucernario il primo giorno di scuola, compiendo un volo nel vuoto di oltre sei metri. E’ successo ieri mattina, 14 settembre 2020, attorno alle 10.30 a Sansepolcro: lo studente, 16enne di origine albanese, frequenta il professionale Buitoni; si trovava, nel momento della ricreazione, in una zona attualmente di pertinenza della scuola messa però a disposizione dall’azienda confinante per ottemperare alle normative Covid-19. Un tetto a terrazzo in pratica: improvvisamente, però, il giovane avrebbe calpestato un lucernario che non ha retto al peso facendolo precipitare dentro il magazzino di un’azienda. Le sue condizioni sono apparse subito gravi. Il 16enne, che frequenta la classe seconda dell’indirizzo socio-sanitario, è stato soccorso dal personale medico del 118: ha riportato vari traumi, con lesioni ad entrambi gli arti superiori. Stabilizzato è poi stato trasferito in codice rosso all’ospedale fiorentino di Careggi con il Pegaso. Le indagini sono portate avanti dai carabinieri della Compagnia di Sansepolcro che dovranno ricostruire quei momenti e capire le eventuali responsabilità. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento biturgense, insieme ai colleghi del Comando di Arezzo. L’area è stata sottoposta a sequestro preventivo, seppure la scuola stamani sarà regolarmente aperta poiché l’episodio, di fatto, si è consumato sopra il tetto dell’azienda. Nessuna persona, al momento, è stata ancora iscritta sul registro degli indagati: il fascicolo, per lesioni colpose, è condotto dal Pm Chiara Pistolesi che attende la relazione. Il tutto si è consumato davanti ai compagni di classe e il personale scolastico. L’area, infatti, era stata allestita per distanziare i ragazzi rispettando così quelle normative per la prevenzione Covid. I carabinieri di Sansepolcro sono rimasti in via Ginna Marcelli per l’intero pomeriggio. Almeno tre gli aspetti su cui focalizzare l’attenzione: il primo se vi sono carte le quali possono attestare che il tetto terrazza era sicuro per ospitare il momento di ricreazione, mentre l’altro di chi era il compito di vigilare i ragazzi essendo in gran parte minorenni. Il terzo, invece, se il lucernario era ben visibile e poteva essere calpestabile; da quello che emerge, infatti, non era l’unico presente. I militari dell’Arma hanno ascoltato il personale docente e scolastico presente, oltre al neo dirigente il professor Giuseppe De Iasi. “La cosa che mi preme sottolineare è che il ragazzo è fuori pericolo di vita – dice – rimangono le lesioni ai polsi, scongiurate le altre a bacino, cranio e colonna vertebrale. Nel momento nell’episodio mi trovavo alla sede centrale, ma sono corso subito al professionale non appena ricevuta la notizia. Ho chiesto ai docenti presenti una relazione a stretto giro di tempo, oltre ad acquisire tutta la documentazione relativa a quella terrazza. Un grazie alle istituzioni per la vicinanza dimostrata e il supporto avuto in questo inizio d’anno davvero in salita”.