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Arezzo, studente caduto da lucernario a Sansepolcro: intervento alle mani del sedicenne. Ci saranno indagati

Davide Gambacci
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Lo studente 16enne volato dal lucernario dell’immobile attiguo alla scuola di Sansepolcro è fuori pericolo, ma preoccupano le condizioni di mani e polsi. Soprattutto la destra, che potrebbe avere conseguenze future. I medici dell’ospedale fiorentino di Careggi, già lunedì avevano scongiurato lesioni alla colonna vertebrale, al bacino e al cranio. Ora gli specialisti si occupano di lui per porre rimedio ai traumi riportati nella caduta. Il giorno dopo la tragedia sfiorata al professionale Buitoni, il clima è piuttosto teso; dalla scuola nessuno parla anche perché c’è una sorta di forma di shock collettivo, sia tra i compagni che nel personale. Il dirigente scolastico, il professor Giuseppe De Iasi, è in stretto contatto con il pool di medici dell’ospedale di Careggi e con i carabinieri; da una parte c’è l’aspetto sanitario, dall’altra quello giudiziario. I militari dell’Arma della Compagnia di Sansepolcro sono tornati ancora una volta sul luogo dell’incidente, acquisendo altra documentazione; l’area resta sottoposta a sequestro preventivo. Nel momento in cui il 16enne è caduto dal lucernario, era in corso la ricreazione: i professori, tre quelli presenti, si erano raccomandati di non allontanarsi e di conseguenza muoversi troppo proprio per la presenza di queste botole nel tetto-terrazza usato per stare in modo distanziato durante l’intervallo. Presentavano un colore grigio scuro, causato anche dall’usura del tempo, che potevano trarre in inganno, seppure rialzate rispetto al livello del pavimento: il 16enne, secondo la ricostruzione, avrebbe appena appoggiato un piede sul plexiglass, il quale si è frantumato finendo in un attimo di sotto; i primi a soccorrere lo studente sono stati proprio i dipendenti dell’azienda confinante. In quel punto, nonostante un salto di oltre sei metri, sotto non vi era nulla seppure poco distante erano presenti macchinari e materiale stoccato. Una prima relazione è già stata inviata al Pm di turno, la dottoressa Chiara Pistolesi, che ha inoltrato il fascicolo al procuratore di Arezzo, Roberto Rossi. Il reato ipotizzato, al momento contro ignoti, è “lesioni colpose”, di competenza del giudice di pace. L’inchiesta è destinata ad avere degli indagati, come atto dovuto, per compiere accertamenti tecnici volti a fare luce sull’accaduto ed evidenziare eventuali responsabilità. Uno degli aspetti su cui vogliono far luce gli inquirenti è il motivo per il quale il lucernario non è stato segnalato e delimitato con delle reti di protezione: vero che i ragazzi non dovevano allontanarsi dal perimetro della scuola che dista in alcuni punti quasi quattro metri dal lucernario, seppure quella botola poteva costituire un pericolo. Approfondimenti verranno fatti anche nelle carte che hanno portato la scuola a usufruire di quel tetto-terrazza. Il ragazzo, nel momento in cui sarà definita la prognosi esatta, dovrà essere sottoposto ad intervento chirurgico per la ricostruzione dell’apparato osseo degli arti superiori.