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Arezzo, il tribunale restituisce quattro milioni ai Moretti e il re del vino gioca nuove carte

L'imprenditore Antonio Moretti

Luca Serafini
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Antonio Moretti non si arrende. Il re del vino si riprende quattro dei 25 milioni e mezzo sequestrati due anni fa e deposita in extremis una carta a sorpresa: la consulenza di un commercialista con cui l’imprenditore tenta di smontare l’accusa di autoriciclaggio sulla vicenda della Tenuta Feudo Maccari, in Sicilia, operazione da dieci milioni di euro. Sì, mentre i grappoli destinati a diventare il super rosso Oreno vengono staccati dai tralci dei vigneti di Moretti, la difesa si muove in più direzioni. Dal versante fiscale per accordarsi con l’erario sui conti in sospeso con lo Stato, a quello prettamente giudiziario. Il pm Marco Dioni sta per chiedere il rinvio a giudizio: otto gli indagati tra familiari e collaboratori. Potrebbero esserci anche posizioni archiviate. Giorni fa la sorella del patron, Giovanna, e la figlia Monica, sono state interrogate e avrebbero fornito chiarimenti sui rispettivi ruoli. Un complesso quadro accusatorio dove il reato principale ipotizzato è l’associazione a delinquere finalizzata al riutilizzo, con operazioni d’affari, di denaro provento di attività delittuose (reati fiscali e tributari). Autoriciclaggio. Un groviglio di società, italiane e straniere, e di prestanomi: un business ritenuto dalla Guardia di Finanza e dalla procura viziato dall’impiego di denaro agganciato a bancarotte ed evasioni fiscali. A novembre 2018 quando scattarono gli arresti domiciliari per Antonio Moretti, il figlio Andrea e i collaboratori Paolo Farsetti e Marcello Innocenti, gli inquirenti avevano calcolato in 25.529.409 il volume del riciclaggio e quindi la somma per il sequestro preventivo funzionale alla confisca. Dopo un ping pong di sentenze e due pronunciamenti della Cassazione, il Tribunale del Riesame di Arezzo (Filippo Ruggiero presidente, Ada Grignani e Claudio Lara gli altri giudici) ha ridotto la cifra a 21.480.138 euro. Non sono noccioline. La stessa procura nel corso delle indagini aveva depennato i 4 milioni in più. Ora i beni sequestrati in eccesso dovranno essere restituiti. Dopo che nei mesi scorsi era già emerso che per un errore di stima i Moretti si erano visti bloccare 11.200.000 di troppo (36.785.000 anziché 25). E Moretti con gli avvocati di fiducia Mauro Messeri e Stefano Campanello ha anche depositato in extremis una dettagliata memoria: la perizia di parte sostiene che il conferimento del patrimonio dell’azienda agraria Poggio al Lupo di Monica Moretti (valore 9.983.000 euro) alla società agricola Feudo Maccari di Giovanna e Monica Moretti, fu pulito. Non un’operazione per riciclare soldi profitto di reati.