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Arezzo, il candidato sindaco Alessandro Massimo Facchinetti: "Città a misura d'uomo. Favorire il lavoro"

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Alessandro Massimo Facchinetti è in corsa per la carica di sindaco per il Partito Comunista. Ha idee chiare per Arezzo e per il suo futuro.
Qual è la sua idea di città: in cosa dovrebbe cambiare Arezzo rispetto ad oggi?
“Una città a misura d'uomo, verde. Una città in condizione di favorire l'integrazione nel rispetto assoluto della legge. Una città dove sia favorito il lavoro partendo dal punto di vista dei lavoratori”.
Sicurezza, una priorità per tutti. Ma quali le sue azioni?
“Aprire uffici del Comune decentrati, dove sia prevista la presenza di dipendenti comunali e di vigili urbani. Questo per favorire un contatto diretto tra cittadinanza e istituzioni. Poi coordinamento con le forze dell'ordine per il rispetto della legalità e riappropriazione e riqualificazione degli spazi pubblici da parte della cittadinanza. Penso per esempio ad un parco archeologico al Pionta, a uno skate park a Campo di Marte. Rafforzamento dell'illuminazione pubblica nelle aree al buio ma anche sviluppo delle attività sociali e culturali con cinema delocalizzati, palestre popolari, sinergie con le scuole per sensibilizzazione su droga e alcol”.
Turismo, distretto orafo, ripresa economica: quali interventi urgenti attuare?
“Sul fronte del turismo necessario il potenziamento delle infrastrutture, della mobilità. Pensiamo al raddoppio del raccordo autostradale, ai collegamenti con gli aeroporti di Firenze e Pisa. C'è la necessità di puntare su un turismo stanziale, non mordi e fuggi. Per il settore orafo penso per il momento al rilancio della fiera dell'oro e a una scuola di formazione con la collaborazione delle associazioni di categoria. Per la ripresa determinante l'alleggerimento della pressione fiscale”
Tema rifiuti e tema sanità. Aree vaste. Quali risposte e indirizzi.
“Siamo contrari al raddoppio dell'inceneritore per questioni di tutela della salute. Siamo per una raccolta porta a porta della differenziata, che produce rifiuti di qualità rivendibili ad aziende di filiera, con ripercussioni positive a livello economico, occupazionale e ambientale. Per la sanità auspichiamo presidi territoriali più diffusi, per una sanità totalmente pubblica e pensiamo all'abolizione dell'intramoenia. Sarebbe opportuno procedere all'assunzione di personale ospedaliero perché i nostri eroi non restino martiri dimenticati. Vogliamo inoltre le Rsa pubbliche al 100 per cento. Aree vaste, vanno riviste le cosiddette “aslone”. Solo un vero contatto col territorio può garantire quelle peculiarità locali, non certo l'accentramento regionale come per il trasporto pubblico o l'acqua”.
Impatto Covid su sociale e imprese: come intervenire?
“Ripartire dalla detassazione delle imposte comunali e cancellazione delle tasse dovute al Comune durante il lockdown. Prevedendo un alleggerimento fiscale per le piccole aziende che rispettano il contratto stabile con i dipendenti, senza ricorrere al precariato. Per il sociale è importante andare incontro a chi ha perso il lavoro e alle famiglie in difficoltà, abolendo le rette di Nidi e Materne, con contributi sui ticket sanitari, facilitazioni per accesso al credito e sportelli dedicati”.
Grandi opere: come progettare una città moderna per il futuro?
“La più grande opera da avviare è il raddoppio autostradale, ma pensiamo anche alla riqualificazione dell'area ex Lebole, dove potrebbe sorgere un polo scolastico. Poi, come suggerito da Renzo Piano, piccole manutenzioni e piccole riqualificazioni nell'ottica della cementificazione zero”.
Con quali criteri designerà vice sindaco e assessori?
“Privilegiando l'aspetto politico compatibilmente con le capacità e le attitudini individuali. Il supporto tecnico verrà fornito da tecnici veri, con competenze specifiche settore per settore”.
Quale sarà la prima cosa che farà se diventerà sindaco?
“Mettere in atto azioni per rendere di nuovo pubblici quei servizi di prerogativa del Comune e di interesse generale come energia, gas, rifiuti e come primo punto l'acqua”.