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Arezzo, elezioni: giallo alla sezione 37. Ballottaggio, così Ghinelli e Ralli verso la sfida

Luca Serafini
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Si temono. Si rispettano. Si daranno battaglia fino all’ultimo voto. Alessandro Ghinelli si è fermato al 47%. Luciano Ralli al 35% dopo un martedì infinito, con il dato definitivo delle 97 sezioni che  ancora non c’è: problemi al numero 37 della Tricca, con intervento dei funzionari del Comune e poi del tribunale. Ma non sposterà il dato.

Ballottaggio, quindi: a duello il 4 e 5 ottobre. A tutti e due è mancato qualcosa: Ghinelli, impermeabile all’inchiesta giudiziaria, avrebbe fatto scopa se non si fosse sfilato il gruppo dei delusi (con Fabio Butali, 2%) facendo mancare la totale compattezza. Niente vittoria secca come sperava, ma il suo Ora Ghinelli, orchestrato dalla inesauribile Lucia Tanti, ha fatto meglio del 2015 (13%) nonostante gli appelli “contro” del fondatore nonché vice sindaco, Gamurrini.

Luciano Ralli parte con diversi punti di distacco, ma non è sconfitto. La storia insegna che il ballottaggio è terreno fertile per i ribaltoni. Non era facile sfidare il primo cittadino dell’era Covid, ottimo comunicatore, guida degli aretini nelle lunghe settimane di lockdown. E mentre Ghinelli in quarantena parlava alla città dai social e dalla tv, il dottor Ralli, curava i malati di Covid in ospedale. Il profilo non graffiante e riflessivo può essere un elemento contro, ma anche pro. Nulla è impossibile (Ghinelli ha preso meno della Ceccardi alle Regionali, 49%) e il blocco di partenza del dottore può proiettarlo verso un possibile sorpasso. Certo che Marco Donati, uscito dal Pd e smarcatosi da Italia Viva, ha rosicchiato (9%) più a Ralli che dalle parti di Ghinelli.

E ora, per Ralli, è proprio Donati l’alleato potenziale da coinvolgere nel “grande piano”. Ma Ralli non sarà la proposta di un accordicchio o un compromesso a coinvolgere il quarantenne già navigato ex assessore di Fanfani ed ex parlamentare di Renzi. Via ai contatti. Pd (24,7%) in cabina di regia. Con l’elettorato di Donati, la cui risposta non è affatto scontata. Come pure, gli sfidanti dovranno voltarsi nella direzione del Movimento 5 Stelle (3,5%, Menchetti) e nel bacino di voto del Patto di Daniele Farsetti (1,44). La loro voce l’hanno pure espressa gli elettori, fieri, dei due partiti comunisti: con Laura Bottai (Pci) e Alessandro Massimo Facchinetti (Pc) sotto il punto percentuale.

Ralli e Ghinelli faranno le loro mosse in cerca di una alleanza più larga di prima. Ghinelli, dice, non busserà alla porta di Butali. Determinanti al secondo turno l’affluenza alle urne, la capacità di organizzarsi e di mobilitarsi. Da un lato c’è un Pd a digiuno da troppo tempo, con a fianco Arezzo 2020 (4%), CuriAmo (2,7), i giovani di Arezzo Ci Sta (0,7) e la lista Ralli (4,3). Dall’altra c’è il centrodestra che dopo l’accordo del caffè stretto a Roma tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, scommette sul Ghinelli bis. A costo di rischiare grosso nel corso del 2021 per l’eventuale processo Coingas che tocca il sindaco. Intanto il suo Ora Ghinelli prende voti anche ai partiti col vento in poppa spinti da Salvini e Meloni, Lega e Fratelli d’Italia (13,9 e 12,4). Forza Italia si ferma al 6, Civitas Etruria si aggira sull’1 per cento. C’è ancora da correre. Scarpe da consumare. Sostegni nuovi da trovare. Con una parola chiave: dialogo.