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Ghinelli-Ralli: l'ingegnere contro il medico. Sfida con lode

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]Alessandro Ghinelli (47%) contro Luciano Ralli (35%). L’ingegnere contro il medico. Una sfida da 110 e lode per prendersi il Comune di Arezzo. Due personalità forti, due modi diversi di concepire la politica. Estrazione di destra per Alessandro Ghinelli, radici socialiste per Luciano Ralli. Uno (Ghinelli) che alla politica si avvicina tardi, ma ci entra con tutti e due i piedi e l’altro (Ralli) che invece in politica c’è sempre stato, ma non ha mai voluto ruoli di spicco, per dedicarsi al lavoro. E’ Luigi Lucherini, ex sindaco di Arezzo a volere Alessandro Ghinelli (68 anni) come assessore ai lavori pubblici dal luglio 1999 al febbraio 2006. Ma la vicenda Variantopoli lo costringe a tornare a fare il pendolare Arezzo-Firenze per insegnare all’Università, facoltà di ingegneria. Nel 2015 arriva l’exploit. Si candida a sindaco con la civica “Ora Ghinelli” e vince. Per fare il sindaco decide quindi di accantonare il suo lavoro di professore, ma non le sue tante passioni. Prima fra tutte il volo a motore. Luciano Ralli (63 anni) al contrario di Ghinelli ha detto sì alla sua candidatura, dopo una vita passata in ospedale. Dal 1 dicembre va in pensione e può mettere, un impegno totale in politica. A differenza del sindaco uscente, Ralli alla politica ci si è avvicinato molto prima. Già dal 1993 ricopre ruoli sia in Provincia che in Comune. Da presidente del Consiglio provinciale nel 1996 a presidente del Consiglio comunale nel 2011. Dal partito socialista abbraccia la Margherita e poi il Partito Democratico. Ricopre anche il ruolo di segretario comunale. Impegnato in prima linea nell’emergenza Covid, Ralli che ha sempre lavorato nella sanità pubblica ed è sposato con un medico, ricorda spesso la sua prima notte al pronto soccorso dell’ospedale San Donato, appena inaugurato. “Ci venne a salutare anche il direttore della Asl Ricci”, dice. Per questa campagna elettorale, ha speso, di tasca sua, 40mila euro “risparmi di una vita, perché io sono stato fortunato. Dopo la laurea ho subito guadagnato”. Nella sua campagna elettorale ha scelto di non avere un punto elettorale, ma di andare in mezzo alla gente. Per lui il ballottaggio anche se se lo aspettava è comunque un grande risultato. I suoi della coalizione, a volte, gli hanno rimproverato di essere troppo “calmo” e di non alzare mai i toni della campagna elettorale. Ma Ralli, la carta giudiziaria che pende su Ghinelli, l’ha usata solo dopo che ha raggiunto lo spareggio cercando sempre, in questa campagna elettorale di non cadere nella trappola che forse tutti si sarebbero aspettati. Ripete spesso che lui è la sola alternativa a Ghinelli e che se avesse scelto, il ballottaggio lo avrebbe voluto proprio così. Ghinelli no. Lui si sarebbe scontrato volentieri con Marco Donati. Lo rivelò prima delle elezioni in un’intervista a Tele San Domenico. “Se dovessi consegnare la fascia, la darei al giovane Marco Donati”. Il suo 47 per cento è il frutto di cinque anni di lavoro che negli ultimi mesi sono raddoppiati causa Covid. Il suo “ce la faremo” è entrato ogni sera nelle case degli aretini. Non ha sbagliato un colpo durante l’emergenza. A volte criticato per i suoi modi forse troppo rigidi, uno dei meriti che si è preso, quello di essere arrivato a fine legislatura con la stessa squadra con la quale era partito. Nemmeno le frizioni con il vice sindaco Gamurrini lo hanno fatto vacillare dal mandarlo a casa prima della fine del mandato. Ghinelli uomo tutto d’un pezzo, ma anche uno dei pochi sindaci che con la città ha condiviso anche il suo privato. Romantico l’annuncio delle sue nozze con l’americana Marjorie Layden. Nozze poi rinviate per la pandemia. Dopo il ballottaggio sarà la volta buona?