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Arezzo, ballottaggio: Ghinelli lancia l'attacco finale, Ralli accende la mobilitazione. Ma è il giorno di Donati

Luca Serafini
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Terminato lo spoglio della sezione elettorale 37, durato due giorni, a dividere Alessandro Ghinelli da Luciano Ralli sono dunque 6.020 voti. Che corrispondono a dodici punti percentuali. Un abisso. Colmabile però. Perché la matematica è una cosa e la politica un’altra, e i ballottaggi spesso fanno maramao a chi sente la vittoria in tasca. Così assume rilievo straordinario l’uscita pubblica di questa mattina annunciata da Marco Donati, che per le ore 11 ha scelto la Sala del Camino del Palazzo Comunale per rispondere alla domanda del momento: chi appoggerà? I suoi 4.618 voti (9,2 per cento) sono un bel pacchetto capace di chiudere la partita oppure di riaprirla. L’ex deputato del Pd andrà verso la sponda del centrosinistra o salterà il fosso verso il centrodestra? L’elettorato trasversale che ha convinto lo seguirà? Cosa farà, insomma, l’ago della bilancia? “Di sicuro dirò cosa non farò”, anticipa Marco Donati lasciando ovviamente la suspance. “Non ho ancora incontrato nessuno”, aggiunge al termine di una giornata dove, a parte la diretta facebook, si è dedicato alla sua attività professionale, che è la formazione lavoro per conto delle aziende. Difficile quindi che dal camino di Palazzo Cavallo, conteso da Ghinelli e Ralli, esca una fumata dal colore bianco o nero. Molto più probabile che Marco Donati lanci messaggi chiari verso l’uno e l’altro aspirante sindaco per far capire le condizioni che pone. Nella convocazione della conferenza si legge: “In seguito ai risultati conseguiti nel primo turno delle elezioni amministrative, Marco Donati sarà a disposizione della stampa e terrà una conferenza sulle tematiche che hanno contraddistinto il progetto civico di Scelgo Arezzo e Con Arezzo”. Astro nascente renziano arrivato a Montecitorio, poi la rottura col Pd, quindi in Italia Viva, ora paladino di una politica moderna e costruita dalla base, Donati ha già detto che non entrerà in una giunta. Tra gli analisti della politica locale c’è chi lo proietta nel ruolo di presidente del Consiglio comunale. Tutto da vedere. Pare certo che da qui a domenica non ci saranno apparentamenti. Casomai accordi. Il lavorio è frenetico. Ieri Alessandro Ghinelli ha parlato nel suo caffè social su facebook (di Covid, di sicurezza, di cani) e ha sottolineato i seimila voti in più rispetto a cinque anni fa, un balzo dell’11%. Luciano Ralli tra mercoledì e ieri ha incontrato i candidati di tutta l’alleanza. La parola d’ordine e l’unica chiave di volta per il ribaltone è la parola “mobilitazione”. Chiedere il voto a tutti, dai comunisti ai grillini, agli scontenti di Ghinelli. E, soprattutto, portare al voto gente che al primo turno non c’è andata. In un ballottaggio (4 e 5 ottobre) con 40 mila votanti, i 23.638 che hanno fatto la croce sul nome Ghinelli, se tornano in blocco alle urne, possono risultare irraggiungibili: Ralli, che l’altra seria si è visto con Zingaretti alla festa per il neo governatore della Toscana Giani, parte da 17.618.