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Arezzo, Francesco Romizi lancia la sfida: "Al ballottaggio Ralli può sorpassare Ghinelli". Messaggio a Donati

Luca Serafini
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Francesco Romizi non si sente sconfitto, anzi. Corre con gli altri del centrosinistra per il sorpasso di Ralli su Ghinelli. Ci crede. Nel podio dei più votati, con le sue 402 preferenze, Romizi è dietro solo ad Alessandro Caneschi (Pd) che ne ha ottenute 440. Ma più che allo “score” personale, il capolista di Arezzo 2020 pensa alla sfida del ballottaggio.
“Mercoledì sera abbiamo tenuto una riunione nella nostra sede in via San Giovanni Decollato, ed è stata la più partecipata degli ultimi mesi. Erano presenti tutti i candidati e molti simpatizzanti. C’è un clima positivo, di condivisione del progetto amministrativo portato avanti dal nostro candidato Luciano Ralli. Unità d’intenti per un obiettivo, la rimonta, che è possibile”.
Dodici punti di distanza sono tanti.
“Un sindaco uscente che dopo aver condotto una campagna elettorale permanente, utilizzando l’emergenza Covid a suo vantaggio, non ottiene il cinquanta più uno per cento, si presenta debole. Non vince e non convince”.
In corso contatti, pontieri all’opera per cercare sostegni nelle liste perdenti.
“A me non interessa la tattica elettorale. Qui si gioca un’altra partita. E la nostra proposta amministrativa ha molti punti di somiglianza con quella di altri candidati sindaci. Nei prossimi giorni Ralli ma anche io parleremo con tutti. Ma più che ai candidati sindaci, ai loro elettori, a chiunque condivide l’idea di città diversa da quella degli ultimi cinque anni. Noi saremo in grado di esprimere la sintesi di tutte le proposte e le istanze che ci sono”.
Dovesse inviare un messaggio a Marco Donati, l’ex Pd che ha corso da solo e ha preso il 9 per cento, cosa gli scriverebbe?
“Insieme si può cambiare la città e aprirla a tante nuove opportunità che invece abbiamo perso con l’amministrazione Ghinelli”.
Quando si vedranno con Ralli?
“Cosa farà Luciano non lo so. Quello che faremo noi, avendo amici che si sono impegnati con Marco, è dialogare per trovare punti in comune e lavorare insieme. Per la vittoria di tutto il fronte democratico progressista, nel quale ci sono a pieno titolo gli amici di Donati”.
La questione giudiziaria non ha influito.
“La questione giudiziaria compete al tribunale. Io parlo di questione morale ed etica. La cosa pubblica si può amministrare con trasparenza come ha fatto per nove anni Giuseppe Fanfani, o come avvenuto nel periodo di Variantopoli, privilegiando gli interessi personali. C’è un discrimine tra moralità della politica e gestione poco morale della politica”. 
I medici hanno funzionato poco in chiave elettorale.
“Rappresentano comunque un valore aggiunto”.
Verranno big per la campagna elettorale bis?
“Tornerà più volte il presidente della Regione, Giani, a dimostrare vicinanza. E’ importante, fondamentale per Arezzo, che la città sia vicina e in sintonia con la Regione per cogliere le opportunità anche economiche che si aprono”.
I giovani sono distanti. 
“C’è stata disaffezione soprattutto tra i giovanissimi, parlo degli under 25, nonostante gli sforzi fatti e la lista di giovani nell’alleanza, che si è impegnata molto. Con Luciano Ralli abbiamo chiaro questo aspetto e ci saranno iniziative proprio con i giovani, prima di tutto per ascoltarli.
Il suo risultato personale è ottimo.
“Cinque anni fa i numeri erano più alti e arrivai a 594, stavolta tutto si è livellato. Ho lavorato nell’ottica dell’unità e dell’alternativa all’amministrazione Ghinelli. Arezzo 2020 non aveva il traino di un nome e non è un partito: è un’esperienza nuova e il risultato soddisfa. Il fatto poi che il mio risultato, quello di Caneschi e di Caporali, sia superiore a quello di un assessore uscente, come Lucia Tanti, al sociale, dice di come l’amministrazione non abbia risposto alle necessità di Arezzo”.