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Arezzo, orafi indagati per flusso di metallo e soldi dalla Francia: ipotesi riciclaggio. Eseguite perquisizioni

Luca Serafini
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Un flusso di denaro e di oro tra la Francia e Arezzo è al centro di serrate indagini della Guardia di Finanza. Ci sono degli indagati e ieri mattina sono scattate perquisizioni a carico di una serie di imprenditori aretini del settore dei preziosi. Attività degli inquirenti circondata dal riserbo, ma qualcosa filtra. Si parla di una presunta attività illecita che andrebbe avanti fin dal 2017, con ingente volume di affari. I reati ipotizzati dal sostituto procuratore della repubblica, Angela Masiello, vanno dalla violazione della legge che disciplina il mercato dell’oro, alla associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio con l’aggravante della dimensione transazionale. Contestato anche l’impiego di denaro o beni di provenienza illecita. A svolgere le indagini sul campo sono gli uomini della Guardia di Finanza di Firenze, che avrebbero avviato per primi l’attività sul canale Francia-Arezzo individuando profili ritenuti penalmente rilevanti. Un ruolo di collegamento tra il Paese transalpino e gli operatori del distretto aretino, lo avrebbero svolto dei magrebini. Nel registro degli indagini - in evoluzione - ci sarebbero già diverse persone, destinatarie ieri dell’avviso che consente l’effettuazione di perquisizioni. I finanzieri avrebbero ispezionato fabbriche, case e uffici. Non si conosce l’esito. L’accusa ipotizza da un lato l’esercizio dell’attività orafa pur in assenza dei requisiti previsti (autorizzazioni e comunicazioni), ma accanto al commercio abusivo si parla di “oro e soldi sporchi”. Sono indicate ripetute vendite di metallo in cambio di grosse somme di denaro di provenienza opaca o illecita. Le attività imprenditoriali nel mirino sono state attenzionate dall’autorità giudiziaria francese e dalla Finanza. Alcuni degli indagati sono assistiti dall’avvocato Francesco Molino. L’esatta dimensione del nuovo caso che tocca il comparto orafo e i volumi di oro e denaro movimentati, ancora sfuggono. Dopo le varie inchieste del passato, una su tutte “Fort Knox”, si riaccendono i riflettori sul mondo orafo aretino per una vicenda tutta da valutare, ma che per gli investigatori non brilla.