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Arezzo, per l'oro autunno grigio: ripartenza difficile. E la fiera di ottobre Gold Italy è in forse

Luca Serafini
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L’ottobre del settore orafo è grigio. Mercati ancora bloccati dall’emergenza Covid, ripresa lentissima, produzione ai minimi. E aziende in sofferenza. Anche l’evento fieristico Gold Italy traballa sotto i colpi di una pandemia che non arretra, anzi. Il workshop potrebbe saltare. Non ci sono annunci ufficiali e il sito di IEG indica le date della tre giorni internazionale, dal 24 al 26 ottobre, ma pare proprio che l’ottava edizione sia fortemente in dubbio. Fase di verifica in corso e prossimi giorni decisivi per l’effettiva apertura della vetrina con la migliore oreficeria made in Italy ad Arezzo Fiere e Congressi. Dopo aver annullato ad aprile OroArezzo, Italian Exhibition Group ha lavorato per tenere in piedi il secondo evento aretino. Intenzione del colosso riminese, nuovo proprietario delle fiere orafe OroArezzo e Gold Italy, sarebbe quella di dare continuità all’agenda del business dei preziosi dopo [TESTO]Voice–Vicenza Oro (12-14 settembre). [/TESTO]Coniugare gli aspetti tradizionali di una fiera “fisica” ( con tutte le precauzioni dei protocolli) e valorizzare le nuove opportunità di comunicazione offerte dalle tecnologie digitali: avvicinare domanda e offerta. Ma tutti gli sforzi organizzativi per mettere in piedi Gold Italy potrebbero essere vanificati da una situazione globale oggettivamente ancora molto complicata, con i buyers fermi o quasi. Nulla ancora di definitivo, ma tra gli operatori circola il passaparola: “Gold Italy non ci sarà”. Il barometro del distretto orafo aretino, intanto, non vede ancora la lancetta virare verso il “sereno”. L’anno maledetto segnato dal Covid, con il repentino tracollo degli affari, resta difficilissimo. Ripartenza post lockdown lentissima, ritorno alla normalità che non si intravede nel breve. “Purtroppo non ci sono novità di rilievo da segnalare, con i principali mercati di riferimento del nostro export ancora fermi o quasi, a causa dei collegamenti ancora molto ridotti per il Coronavirus”, dice Giordana Giordini, presidente degli orafi di Confindustria. Si lavora ma a scartamento ridotto, per nicchie di mercato contenute. “Va meglio l’Europa, che però non è il nostro ambito principale, male Dubai da cui partono gli ulteriori voli su altri Paesi, benino gli Usa benché lontani dal pieno delle capacità”, aggiunge la presidente di Federorafi. La bolla negativa dura oltre il previsto. La moratoria che sposta le scadenze da fine settembre a fine gennaio, ha almeno dato respiro alle imprese in questa fase di attesa, di riprogrammazione e di cassa integrazione. “Si naviga a vista e in prospettiva ci vorrà da parte delle istituzioni una attenzione particolare per il nostro settore”, aggiunge Giordana Giordini. Le ditte mirano a contenere al massimo le spese, ricorrono all’ammortizzatore Covid, e fanno ricorso alle tradizionali doti di resistenza e ingegno. Per qualcuno potrebbero non bastare. La tempesta invisibile del Covid ha dimezzato i fatturati nel primo semestre e tuttora brucia milioni di business basato sull’esportazione. “Dobbiamo tenere duro” conclude Giordana Giordini. “La fase è delicata. Dopo il lockdown pensavamo a tempi più rapidi: non è così, ma occorre non perdere calma e lucidità”.