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Arezzo, docufilm sui vigili del fuoco tra disastri italiani e vita quotidiana dei pompieri

Alessandro Bindi
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C’è un pizzico di Arezzo nel docufilm Fuoco Sacro” presentato fuori concorso alla biennale di Venezia l’8 settembre e che stasera sarà proiettato al cinema Eden. È grazie al vigile del fuoco Antonio Castaldo, per dieci anni in servizio al Comando provinciale di Arezzo, al distaccamento di Bibbiena, se alcuni volti e luoghi cittadini sono protagonisti della pellicola che sta riscuotendo successo in tutta Italia e che dopo la tappa aretina proseguirà nelle sale cinematografiche di Firenze, Roma, Milano per poi raggiungere il Friuli. La pellicola scritta e diretta da Antonio Maria Castaldo, racconta 50 anni di storia di Vigili del Fuoco attraverso i drammi che hanno sconvolto ltalia nell’ultimo mezzo secolo. Dal disastro dal Vajont del 1963 c’è un susseguirsi di interventi e calamità documentate attraverso immagini dell’epoca: il terremoto del Friuli nel 1976, l’incendio del cinema Statuto di Torino nel 1982 e quello del teatro La Fenice del 1996, il salvataggio della Sacra Sindone nel Duomo di Torino del 1997, l’esplosione di via Ventotene a Roma del 2001 in cui persero la vita quattro vigili del fuoco, per poi passare al terremoto dell’Aquila e all’incidente ferroviario di Viareggio del 2009, fino al naufragio della Costa Concordia del 2012, alla valanga di Rigopiano del 2019 e la recente tragedia del crollo del Ponte Morandi del 2019. Il pompiere-regista Castaldo ha voluto esprimere cosa significa svolgere un lavoro al servizio della collettività e quali emozioni sono nascoste dietro alla divisa. “Ho voluto raccontare” spiega “il lavoro e lo stato d’animo dei vigili del Fuoco impegnati in situazioni di emergenza”. Il docufilm fa emergere la passione e la volontà di chi vive il mestiere di pompiere come una missione. Ma dietro a “Fuoco Sacro” c’è la grande sensibilità e l’umanità dei vigili del fuoco e come vivono quotidianamente tra le mura della caserma. “Ho scelto Arezzo” spiega il regista Castaldo “per raccontare con leggerezza anche cosa significa essere vigile del Fuoco. Ho cercato di trasmettere il valore umano di ogni singolo collega. Di solito si parla di eroi. In questo caso sono persone che parlano e raccontano cosa significa essere vigili del fuoco. In queste riprese sono stato aiutato dai colleghi Andrea Bindi e Fabio Cioni. Un grazie a Luca Caneschi per il sostegno morale”. Tra i volti aretini che spiccano c’è quello di Andrea Bindi, Luca Marcantoni, Patrizio Oretti , Filippo Pecorari e altri pompieri aretini. Il quartiere di Porta Crucifera è immortalato nell’adesivo attaccato all’armadietto del vigile Agostino Mazzi quartierista rossoverde. Stasera due proiezioni nelle due sale dell’Eden e piccolo Eden con inizio alle 20,30 e alle 22 per il secondo spettacolo.