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Arezzo, così nasce la giunta Ghinelli bis. Vice, Casi e Tanti pronti. Partecipate, riequilibrio in vista

Luca Serafini
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Alessandro Casi è pronto. Lucia Tanti anche. Ma solo uno tra loro due diventerà il vice del riconfermato sindaco Ghinelli. E’ esclusa la soluzione in tandem, tipo Salvini-Di Maio ai tempi del premier Conte gialloverde. Uno solo. Quindi a fare il vicesindaco di Arezzo sarà o Casi, 34 anni, ingegnere civile, il più votato della Lega, primo partito della coalizione con 6.494 voti, come da accordi di alleanza (benché non scritti), oppure la fedelissima del sindaco, ex assessore, tessitrice della lista Ora Ghinelli e artefice di un vero exploit elettorale. Solo 340 voti in meno del Carroccio di Salvini, per il partito del sindaco, a neanche un punto percentuale di distanza dalla Lega. Terza forza del centrodestra è Fratelli d’Italia (5.834 voti), che conquista 6 consiglieri come i partner e ha diritto a due assessori nella giunta prossima ventura. Due consiglieri ed un solo assessore, invece, per Forza Italia. Niente per Civitas Etruria. L’esecutivo del Ghinelli bis sarà composto da 9 assessori più il sindaco. Espressione della maggioranza sarà anche il presidente del Consiglio comunale. Confronto post ballottaggio rimandato alla prossima settimana: ieri Ghinelli dopo i sobri festeggiamenti, ha staccato la spina. Qualche giorno di vacanza con la futura moglie Marjorie Layden. Ma il toto assessore e il tema vice sindaco sono in primo piano. L’identikit del suo vice, tratteggiato dal sindaco nel giorno della vittoria bis, ha i tratti di Lucia Tanti. Ma anche Alessandro Casi ci si identifica e al Corriere si dichiara “prontissimo” a dedicarsi “anima e corpo” al ruolo politico e amministrativo di primissimo piano. Una poltrona strategica, alla quale Ghinelli attribuisce grande valore, scottato dal finale amaro della collaborazione con Gianfrancesco Gamurrini. Una storia finita male tra incomprensioni e lacerazioni. Il vice, ha sottolineato Ghinelli, dovrà essere (uomo o donna che sia) persona di totale fiducia, massima sintonia, portavoce e sostituto in tutte le occasioni che serve, considerati gli impegni anche extra comune (Anci e Ato dei rifiuti) e la necessità di non sobbarcarsi tutti gli oneri. Richiesta quindi disponibilità senza risparmio di tempo ed energia. Fu un’anomalia, nel 2015, che ad esprimere il numero due a palazzo Cavallo fosse la stessa lista del sindaco. Ma questo avvenne per concorde indicazione della stessa Lega. Stavolta sarà diverso. Per Lucia Tanti (362 preferenze) ad un certo punto si era profilato anche l’incarico istituzionale di presidente del Consiglio, alta carica di sicuro prestigio e “utile” anche in prospettiva futura. Ma pare difficile vederla sganciata dalla febbrile operatività amministrativa con cui ha lavorato nel sociale. L’altro assessore in quota Ora Ghinelli, non ci piove, sarà il capolista Simone Chierici (148). Nella Lega accanto ad Alessandro Casi (211), entra come quota rosa Monica Manneschi (43, rettore in Fraternita), mentre Fratelli d’Italia può contare su Giovanna Carlettini (152) e Francesco Lucacci (ma anche Luca Stella, 230). In Forza Italia Federico Scapecchi (327) sembra penalizzato dall’aver ricevuto l’endorsement di Gamurrini, con Jacopo Apa (200) e Alessio Mattesini in ascesa. C’è pure Mery Cornacchini, lady decoro, la <CF1402>pasionaria</CF> anti degrado che rappresenta la componente civica della lista azzurra (Arezzo nel Cuore): non è tra gli eletti, ma una quarta donna risolverebbe il discorso quote rosa. Con 9 assessori e il sindaco ne occorrono infatti quattro. Altrimenti, con una giunta di otto più il sindaco, sono sufficienti tre. Vedremo. Ghinelli sarebbe poi orientato a confermare gli assessori tecnici Alberto Merelli e Marco Sacchetti. Il confronto sta per iniziare. Punti fermi e possibili sorprese. Circola anche il nome dell’avvocato Paolo Enrico Ammirati (ex vice del sindaco Lucherini) come esterno.

Poi ci sono le partecipate. Le società riconducibili al Comune che erogano servizi nel territorio. Ruoli di responsabilità, ma in qualche modo anche di “potere”. La continuità del “colore” amministrativo che esce dal ballottaggio, implica che non ci saranno ribaltamenti alla guida delle varie società. Per alcune di esse il sindaco aveva proceduto con rinnovi per la durata di un solo anno. A primavera, quindi, potranno essere rimesse in discussione alcune situazioni, magari alla luce dei nuovi equilibri politici nella stessa maggioranza. Nelle partecipate attualmente prevale la componente di Forza Italia e Ora Ghinelli, gli assetti apicali potrebbero quindi essere riformulati con riconoscimenti a Lega e Fratelli d’Italia. Intanto, la vittoria del centrodestra ad Arezzo suggella la nomina a presidente di Estra di Francesco Macrì, avvenuta lo scorso luglio. Successivamente, per la vicenda giudiziaria che lo riguarda, Macrì ha deciso di autosospendersi nel momento in cui è stato avviato un audit interno per fare luce su tutti gli ambiti toccati dall’inchiesta per verificare la correttezza delle pratiche svolte durante la presidenza di Macrì. Per consentire in modo lineare e corretto questa fase di verifica e accertamento, distinguendo i ruoli del controllore e del controllato, Macrì si astenuto dalle funzioni esecutive pur rimanendo presidente di Estra. Nei prossimi giorni dovrebbe essere restituita al cda di Estra la relazione e quindi la situazione potrebbe sbloccarsi. Le partecipate del Comune di Arezzo sono poi Coingas (Franco Scortecci), Afm (Francesco Francini), Aisa (Giacomo Cherici), Multiservizi (Guglielmo Borri), Atam (Bernardo Mennini), Arezzo Casa (Lorenzo Roggi), e istituzioni come Fraternita dei Laici (Pier Luigi Rossi), Casa Pia (Maria Paola Petruccioli), Thevenin (Sandro Sarri).