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Arezzo, Del Serra salva negozi e posti di lavoro. Da Euronics a Trony e nell'arredamento nuova apertura

Luca Serafini
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Del Serra non si arrende e rilancia: avanti con i negozi, posti di lavoro in salvo, nuove assunzioni e aperture. Sì, l’imprenditore cortonese dei tecnologici e dell’arredamento non molla, anzi. Colpito a fine 2019 dall’inchiesta su presunti reati tributari con i relativi problemi giudiziari e finanziari connessi, Fabrizio Del Serra si rimette in carreggiata. Per l’esattezza è la famiglia Del Serra la protagonista della ripartenza, visto che la nuova società è timonata dalla moglie. Il dato oggettivo, non di poco conto, è che i quattro negozi di tecnologici, telefonia ed elettrodomestici di Spoleto, Camucia (Vallone), Foiano della Chiana (zona Outlet) e Sansepolcro, proseguono nella loro storia commerciale, seppur con insegna diversa dalla precedente: al posto di Euronics ora c’è Trony
La notizia ulteriormente positiva è il salvataggio di tutti i circa quaranta posti di lavoro: anche il personale del negozio di Castiglione del Lago, chiuso, è stato recuperato senza alcun licenziamento. E addirittura si registrano tre assunzioni per i punti vendita di Camucia, Spoleto e Sansepolcro. Nonostante le traversie legate all’inchiesta e al ciclone Covid che si è abbattuto sull’economia anche in questo comparto, la famiglia Del Serra ha stretto i denti progettando il nuovo corso. Che si innesta su una tradizione familiare feconda e piena di successi: una crescita continua che però a dicembre scorso si è fermata con la bufera giudiziaria che fece pure scattare le dimissioni da consigliere comunale di Cortona di Fabrizio Del Serra. Al di là degli aspetti penali, dopo l’inevitabile contraccolpo, ecco l’operazione rilancio. Da notare come contrariamente a quanto si profilava inizialmente, non si è perfezionato l’accordo con il gruppo Butali di Arezzo. Sembrava infatti uno sbocco naturale che i negozi della catena Del Serra confluissero verso la famiglia storicamente legata ad Euronics. Ma la trattativa è rimasta in piedi per diversi mesi, senza arrivare al closing. Del Serra prosegue nell’attività anche nel versante dei mobili. In questo caso i punti vendita sono quelli di Camucia, Arezzo (via Fiorentina), Città di Castello, Ravenna, a marchio Stosa, mentre con il marchio Scavolini operano il negozio di Grosseto e presto quello di Siena che aprirà in viale Toselli. Circa diciotto gli addetti, compresi gli amministrativi. L’operazione salvataggio per il Del Serra Group non è certo uno scherzo: molto complessa per aspetti burocratici, strategici, finanziari, sindacali. Il fatto di mantenere in essere una cinquantina di posti di lavoro è un obiettivo preziosissimo in un momento difficile come questo. 
La tenacia della famiglia Del Serra è uscita fuori alla distanza: benché ad un certo punto le cose si fossero complicate con il mancato accordo con Butali, il pool di professionisti che ha affiancato l’imprenditore cortonese sembra aver dato prospettiva alla catena commerciale. Gli avvocati Niki Rappuoli e Marco Cocchi assistono Del Serra nelle varie situazioni aperte. Per il territorio il salvataggio dei posti di lavoro in province diverse, tra Toscana e Umbria, è un risultato che solo qualche mese fa non veniva dato per così certo. Rispetto al processo penale Del Serra si difenderà dall’accusa di frode fiscale che fece scattare un sequestro preventivo sui conti correnti per 1,8 milioni. L’imprenditore si ritiene vittima di una truffa intracomunitaria.