Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, bimba uccisa dal babbo: il fratello ferito racconta al giudice il raptus di follia

Gli inquirenti fuori dalla casa di Levane

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

“Il babbo era strano quella mattina. Da alcuni giorni non stava bene. La mamma era uscita: a un certo punto lui mi ha preso gli occhiali, li ha buttati giù dalla finestra e guardandomi si è messo a ridere. Poi mi ha preso a ceffoni: non aveva mai alzato le mani contro me e la mia sorellina”. Un'ora e mezzo di racconto choc davanti al gip di Arezzo Fabio Lombardo, per il bambino di 10 anni sopravvissuto alla follia omicida del genitore. Era aprile, in pieno lockdown, a Levane. L'uomo, 39 anni, operaio del Bangladesh in cassa integrazione, si trasformò in lucido assassino. Uccise la bimba di tre anni e cinque mesi e ferì il figlio più grande. Che ieri, con lo psicologo accanto, è stato ascoltato per l'incidente probatorio nell'ambito dell'inchiesta del pm Laura Taddei, che è sospesa perché il babbo omicida è stato riconosciuto da una perizia incapace di intendere e di volere al momento del fatto e tuttora incapace di partecipare ad un processo. Non è più in carcere, ma in una Rems (residenza per le misure di sicurezza) ad Empoli. Lo difende l'avvocato Nicola Detti. Le ultime notizie parlano di miglioramenti sensibili sotto il profilo psichiatrico e un giorno il procedimento penale potrebbe ripartire. Il bambino ha raccontato che il babbo (che forse temeva di aver perso il lavoro per sempre per l'emergenza Covid) nei giorni precedenti era svenuto, aveva mal di testa, erano stati chiamati i soccorsi. C'erano delle cure, forse inefficaci, forse sbagliate. Quella mattina una bimba fragile che stava guardando serenamente i cartoni animati in tv, ci rimise la vita. “Vidi il babbo andare verso il cassetto dei coltelli, mi misi davanti. Riuscì a prendere quell'oggetto (un coltello etnico ndr.), mi ferì alla testa, vidi il sangue, scappai giù dai vicini”, ha riferito ancora il bambino. Il babbo lo inseguì, ma il ragazzino si trincerò. Per la piccola, rimasta sola in cameretta, non ci fu scampo: l'uomo risalì e la uccise, poi scese di nuovo a gettarsi nel pozzo, dove i pompieri lo tirarono fuori illeso.