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Arezzo, invia video hot della ex: condannato. "Vendetta" con i filmati degli incontri clandestini

Luca Serafini
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L’amante lo lascia e si rifiuta di riprendere la relazione clandestina, così lui decide di vendicarsi e invia video hot della donna al marito e negli ambienti di lavoro di entrambi i coniugi. Per questo un uomo di Arezzo, 53 anni, è stato processato e condannato a un anno di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena. Riconosciuto colpevole di stalking, deve anche risarcire la ex amante con cinquemila euro in via provvisionale. Assolto, invece, per il reato contestato verso il marito della donna. 
La piccante vicenda risale al 2016. Ieri il giudice monocratico del tribunale di Siena, Jacopo Rocchi, ha pronunciato la sentenza di primo grado. La vicenda è ambientata appunto nel Senese dove una signora aveva conosciuto attraverso i social l’aretino, reduce da un divorzio: ne era nata un’amicizia tanto che l’uomo era stato ospitato della coppia, con figli, nella loro abitazione. L’amicizia si era poi evoluta in un rapporto amoroso tra la donna e l’ospite. Trasportati della situazione, i due avevano anche girato video dei loro incontri proibiti. Foto e immagini piuttosto spinte contenute in chiavette Usb che dopo la fine della storia, arrivarono per posta al marito di lei, un medico, nel luogo di lavoro di lui e della consorte. Messaggi whatsapp avevano anche annunciato quel tipo di “vendetta”. 
L’aretino infatti non si arrendeva alla fine della tresca e aveva tentato in tutti i modi di riconquistare la donna. Niente da fare. Così la relazione passò dalla camera da letto al tribunale. Tra gli amanti oltre al feeling erotico era nata anche una collaborazione lavorativa. Nel marzo 2017 l’idillio finì, e lei decise di interrompere la storia che rischiava di mandare all’aria il matrimonio. Il marito tradito non sapeva nulla, e in quella fase si dette pure da fare per trovare al 53enne un alloggio alternativo. Una pioggia di telefonate e messaggi whatsapp scandì quella fase con la donna che decise di denunciare l’ex amante diventato ossessivo. In quel contesto minacciava anche di divulgare quei filmati tenuti nel cassetto e prometteva perfino azioni pesanti contro il figlio della donna. Cosa che per fortuna non è avvenuta. Invece le chiavette Usb con i video cominciarono a circolare. Perfino al bar. Il procedimento penale istruito dal pm Roberta Malavasi prese consistenza e si è arrivati così al processo. Difeso dall’avvocato Alessandro Calussi, l’imputato è comparso davanti al giudice monocratico Jacopo Rocchi nelle varie udienze e in quella finale, di ieri. 
Sentite anche le parti offese, la donna che era parte civile, e il medico, che non si è costituito. I due si sono separati. Prima di giungere alle conclusioni e al verdetto, in aula è stato visionato, a porte chiuse, anche lo scottante documento filmato.