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Arezzo, calcio dilettanti, appello del girone F di Prima Categoria: "Stop al campionato"

Marco Cavini
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Il girone F di Prima Categoria chiede la sospensione del campionato. Tutte le tredici società della provincia di Arezzo partecipanti si sono coalizzate e hanno inviato una lettera al Comitato Regionale dove hanno espresso le loro perplessità nei confronti dei protocolli in vigore per il Covid19 che non permettono di affrontare la stagione con l’adeguata serenità. La presa di posizione condivisa dalle tredici squadre esprime un’opposizione verso due passaggi: la regola per cui tutta la squadra è in quarantena in caso di calciatori positivi e le restrizioni relative agli ingressi alle partite. In relazione al primo punto, le società hanno trovato unanimità di pareri nel riconoscere la necessità di isolare in quarantena il soggetto positivo ed eventualmente gli altri soggetti conviventi a discrezione delle Asl, oltre che di far effettuare i relativi tamponi ai restanti partecipanti all’incontro. Il nodo critico è invece attualmente rappresentato dalla quarantena per il resto dei giocatori della squadra che sarebbero obbligati ad assentarsi da scuola o dal lavoro per quindici giorni: non trattandosi di atleti professionisti ma di ragazzi che scendono in campo prevalentemente per passione e divertimento, dunque, il sacrificio richiesto sarebbe grande e soprattutto c’è il rischio che i tesserati si rifiutino di scendere in campo per evitare rischi. Le restrizioni degli ingressi agli stadi, invece, configurano un danno economico per le società che si troverebbero senza gli incassi dei biglietti che rappresentano una delle poche forme di entrata a causa della crisi delle sponsorizzazioni e dell’impossibilità di poter organizzare occasioni di autofinanziamento quali sagre, cene o feste. Molti impianti poi non sono totalmente chiusi alla vista e si assiste alle gare da dietro una recinzione, dunque i rischi di contagio potrebbero aggravarsi perché il pubblico si concentrerebbe in pochi metri a ridosso delle recinzioni, anziché accomodarsi sulle tribune con distanziamento indicato sui posti. La richiesta al comitato regionale è di bloccare il campionato fino a che non saranno cambiate queste due regole ma, in mancanza di comunicazioni ufficiali, le squadre continueranno a scendere in campo per evitare penalizzazioni o multe. “Questo intendimento ci costa molto, ma quando viene messa in discussione la possibilità di poter esercitare il proprio lavoro nella sfera privata e l’azzeramento quasi totale delle entrate di una società sportiva dilettantistica non vediamo alternative”.