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Arezzo, per la Città del Natale c'è già il posticipo ma con il Dpcm rischia di saltare. Incontro in Prefettura

Alessandro Bindi
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A rischio la Città del Natale. Il nuovo Dpcm, fa di sicuro slittare il taglio del nastro e pone seri dubbi sulla fattibilità dell’evento in programma in città dal 14 novembre fino all’Epifania. La necessità di allentare la curva dei contagi ed abbattere le occasioni di assembramento adesso alza paletti intorno agli eventi. Ieri mattina il presidente di Arezzo Intour Marcello Comanducci si è recato al Palazzo del Governo per incontrare il prefetto Anna Palombi e capire quali margini di operatività potranno esserci intorno alle limitazioni imposte a fiere e mercati. Un vero rebus da sciogliere ma che non potrà, per il momento, dare certezze utili e fondamentali per poter mettere in moto la macchina organizzativa del grande evento natalizio ormai alle porte e del quale già si vede comunque allontanare la data dell’avvio. “Per il momento” commenta Marcello Comanducci “credo che la Città di Natale sia a serio rischio. Ci prendiamo una decina di giorni per valutare cosa fare in attesa anche di capire come interpretare il Dpcm del 18 ottobre. Di sicuro, se si farà, non sarà come l’avevamo in mente e comunque il taglio del nastro sarà posticipato”. Il 14 novembre non calerà quindi l’atmosfera natalizia ad Arezzo. Il Dpcm appena approvato rimarrà in vigore fino al 19 novembre e a quella data, se non prima, potrebbero esserci inasprimenti sulle regole anticovid. “Certo è che dovremmo prendere una decisione in fretta” aggiunge Comanducci “ma per il momento voglio lasciarmi alcuni giorni per capire quale sia la scelta giusta e confrontarmi con i miei collaboratori”. Un percorso tutto ad ostacoli è quello che aspetta la decisione di tentare di organizzare la Città del Natale oppure di stopparla mentre per il momento restano sospese le azioni dirette a stringere rapporti con eventuali fornitori che poi potrebbero saltare nel caso Arezzo Intour decidesse di non svolgere l’edizione 2020. Resta il rammarico da parte di Comanducci per come il Dpcm è stato scritto. “Dal Governo mi aspettavo qualcosa di meglio e di più chiaro. Cosi mettono in crisi tutta Italia. Hanno genericamente indicato fiere e mercati lasciando come sempre dubbi interpretativi che generano confusione in attesa poi di attendere interpretazioni o nuovi Dpcm a rate. In questi casi servono certezze. Dicano cosa è possibile fare. Il Natale è alle porte. Se si vuol mandare avanti la salute serve chiarezza su cosa si può e cosa non si può organizzare. Siamo a ottobre dicano se si possono fare o no”. “Le indicazioni a rate” conclude Comanducci “non ci permettono di programmare. Con questo Dpcm non si risolve niente. Manca una linea guida netta”.