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Arezzo, trovato senza vita nel camion grazie al gps: era morto da due giorni. Accertamenti in corso

Luca Serafini
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Era accasciato sul sedile del camion. Morto. Per due giorni è rimasto lì nell’abitacolo. Poi, dopo l’allarme lanciato dalla ditta di autotrasporti che aveva perso i contatti con lui, è stata la Polizia Stradale a trovarlo cadavere. Nel mezzo pesante parcheggiato in un’area di sosta lungo l’Autostrada del Sole nel comune di San Giovanni Valdarno. Ora sulla fine di un uomo di 51 anni della Slovacchia, autotrasportatore, sono in corso accertamenti della procura di Arezzo volti a stabilire con esattezza le cause del decesso. Sul corpo non sono stati rilevati segni di violenza: il 51enne non è stato vittima di una aggressione. Tuttavia il medico che ha stilato il referto di morte, non ha ritenuto di chiudere il certificato con la definizione “cause naturali” rinviando pertanto all’autorità giudiziaria opportuni approfondimenti. Evidentemente sia per l’età che per il contesto del drammatico episodio, si vuol capire con precisione se la morte dell’autotrasportatore è connessa a fattori esterni, come ad esempio l’assunzione di una qualche sostanza che possa aver innescato il malore fatale. All’area di servizio nel tratto valdarnese dell’A1 oltre agli uomini della sottosezione di Battifolle della Polizia Stradale, sono intervenuti i poliziotti della Scientifica per raccogliere tutti gli elementi del caso. Titolare del fascicolo è il sostituto procuratore di Arezzo Angela Masiello che ha disposto una serie di attività. L’autopsia non verrà eseguita, bensì una ispezione esterna del cadavere, prima di restituirlo ai familiari per la sepoltura. Il ritrovamento del corpo senza vita del 51enne è avvenuto martedì 20 ottobre. L’uomo, dipendente di una ditta di trasporti della Slovacchia, viaggiava lungo la carreggiata sud e il mezzo pesante che conduceva, era carico di ruote di trattore. L’azienda si è insospettita per lo stop di ogni comunicazione e dal controllo del gps è emerso che il camion era fermo da troppo tempo, un paio di giorni, nello stesso punto: l’area di sosta nel tratto valdarnese dell’Autosole. Sul posto è quindi andato un collega che, resosi conto che era successo qualcosa di grave, ha chiamato polizia e soccorritori. Lo slovacco era chiuso dall’interno tanto che è stato necessario rompere il finestrino per accedere all’abitacolo. La morte era sopraggiunta molto prima. Se come conseguenza di un malessere improvviso, di una crisi legata ad una patologia pregressa, o se invece effetto dell’assunzione di una sostanza stupefacente è ciò che si propone di mettere a fuoco la procura, probabilmente con un esame tossicologico.