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Arezzo, il piano anti Covid del sindaco Ghinelli: più controlli ma non coprifuoco, test rapidi a tappeto sulla popolazione

Sonia Fardelli
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No al coprifuoco nelle ore notturne e alle azioni spot, ma controlli più serrati e un’opera di prevenzione incisiva e capillare. Con il Comune che si dichiara pronto a investire denari per collaborare con l’Asl nel rendere più rapida l’attività di tracciamento attraverso tamponi e test sierologici. E' questa alla fine la sintesi del lungo incontro che hanno avuto ieri mattina il direttore generale della Asl Antonio D'Urso ed il sindaco Alessandro Ghinelli, che aveva a fianco il vice sindaco Lucia Tanti. Presente alla mattinata anche il governatore Eugenio Giani. "E’ un’emergenza da affrontare insieme - ha sottolineato Ghinelli - Tutti siamo chiamati a dare risposte e a gestire questa delicata fase in modo coordinato. Il Comune di Arezzo non si tira indietro." Il sindaco preferisce il tasto della prevenzione e della sensibilizzazione al giro di vite. "Le regole sono sufficienti, ma vanno rispettate. Faremo maggiori controlli nei posti di ristoro, per vedere se la mascherina viene indossata in cucina, servendo ai tavoli, al bancone. Poi verifiche all'uscita delle scuole. In classe i ragazzi hanno mascherina e sono distanziati, fuori no. Deve cambiare la mentalità, tutti dobbiamo capire che queste regole vanno seguite sempre, anche quando non ci vede nessuno. La maggior parte dei contagi arrivano dall'ambito familiare e da contatti con gli amici." Ma non immagina una città blindata, Ghinelli, con “ blocchi punitivi inutili”. E anche sugli eventi, Fiera Antiquaria e Natale, mantiene la speranza. "Occorre vedere come poter effettuare certe manifestazioni in piena sicurezza anche durante questa emergenza sanitaria. Annullare del tutto no, ridurre con intelligenza per non rinunciare del tutto." Il direttore generale della Asl, Antonio D'Urso. "L'aumento dei casi è dovuto anche al fatto che rispetto a marzo è aumentata di 4 o 5 volte la capacità di eseguire tamponi. Li facciamo anche a persone asintomatiche. Ma non mi sento di dire che la situazione ad Arezzo è tranquilla. Richiede massima attenzione. Serve tanta prevenzione e volontà di seguire le regole per evitare i contagi." Il presidente della Regione Eugenio Giani: "Non siamo a marzo, non arrivano le ambulanze con i pazienti che vanno subito in terapia intensiva, ma se la fascia dei contagi si allarga ed arriva anche alle persone più deboli rischiamo di arrivarci di nuovo. Per questo dobbiamo darci tutti da fare." Giani ha già pronta una nuova ordinanza contro movida e assembramenti nei centri commerciali il sabato e la domenica. Tornando al Comune, la prossima settimana vedrà la luce il “progetto di collaborazione” con la Asl. Ghinelli e Tanti osservano che la fascia più colpita dai contagi è quella tra i 35 e 65 anni “quella popolazione attiva che si sposta con maggiore frequenza nel territorio anche verso altre aree urbane, in particolare il capoluogo di regione”. Cosa fare? “Screening a tappeto, mappare il più possibile tutta la popolazione aretina; velocizzare il processo dei tamponi; controlli in collaborazione con le forze dell'ordine; forte alleanza con tutti i cittadini per potenziare ogni comportamento corretto a partire dalla diffusione dell'utilizzo della App Immuni”. Ghinelli ha chiesto a Regione Toscana di allinearsi alla Regione Emilia Romagna “per stringere un protocollo con le associazioni di categoria delle farmacie convenzionate per effettuare test diagnostici rapidi”. Il sindaco afferma: “Siamo disponibili a investire risorse per acquistare test sierologici e per potenziare i presidi dove effettuare i test. Abbiamo anche dato la disponibilità a sostenere concretamente la Asl nel tracciamento dei casi”. Chiesto da Ghinelli una “ricognizione sulla tenuta del San Donato e una verifica della situazione del personale e delle risorse”.