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Arezzo, la domenica senza calcio nei campi dei dilettanti. Pallone fermo per contrastare il virus

Elettra Fiorini
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Il mondo del calcio dilettanti toscano si ferma per un mese. A deciderlo il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che con l’ordinanza n. 96 emanata nella mattinata di ieri, ha predisposto lo stop per tutto il movimento dilettantistico regionale. “A decorrere dal 25 ottobre e fino al 14 novembre 2020 – si legge nell’ordinanza – sono sospese tutte le attività di gare e competizioni riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, in relazione agli sport di contatto individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020 e svolti esclusivamente dalle associazioni e società dilettantistiche”. Ecco, dunque, che anche in Toscana, alla luce di una curva dei contagi che preoccupa ogni giorno di più, il calcio dilettantistico e tutti gli altri sport la cui pratica prevede il contatto, abbandoneranno l’attività agonistica per ventuno giorni. “Ci troviamo di fronte a una situazione di chiara emergenza – ha esordito il presidente Giani nella diretta Facebook che ha preceduto la firma dell’ordinanza – Soltanto nella giornata di oggi (ieri, ndr) si registrano ben 1526 nuovi contagi. È evidente che dobbiamo operare affinché le cifre tornino sotto controllo”. La decisione di sospendere campionati e tornei è infatti parte di un provvedimento ben più ampio che, come lo stesso Giani ha precisato, tocca trasversalmente diversi settori quali la sanità e i rapporti con i comuni e che, nelle prossime giornate, vedrà coinvolti anche l’ambiente scolastico e le attività commerciali. Diverso, invece, il discorso sul versante allenamenti. Se, infatti, questo pomeriggio, non sentiremo l’arbitro fischiare l’inizio dei match, sarà invece possibile continuare ad allenarsi, ovviamente nel pieno rispetto dei protocolli anti-Covid che vietano il contatto fra gli atleti, lo svolgimento di match interni, le cosiddette “partitelle in famiglia”, e l’organizzazione di allenamenti congiunti con altre squadre o società. Un copione, quello appena descritto, già messo in pratica da una settimana nell’ambito dell’attività di base, in seguito all’ultimo Dpcm che aveva già messo a riposo la terza categoria, gli Juniores, gli Allievi e i Giovanissimi A e B provinciali. E se la tristezza non abbandona quanti il calcio lo vivono con passione, la consapevolezza che quella delineata dall’ordinanza sia l’unica strada al momento percorribile lenisce il dispiacere tanto che lo stesso Giani ha chiarito come la decisione presa interpreti anche “la volontà di buona parte del mondo sportivo che ha manifestato importanti difficoltà”. Già dall’inizio della stagione calcistica, la LND aveva infatti dovuto far fronte a un numero sempre maggiore di richieste di rinvio delle gare in calendario e, come nel caso del girone N di Seconda categoria, molte squadre avevano disertato la prima giornata di campionato per mettere in luce le tante incertezze e le poche tutele con cui le società avrebbero dovuto fare i conti quotidianamente. “Dall’inizio di questo mese abbiamo dovuto contemperare, gli interessi legittimi di tutte le società che hanno richiesto attenta e continua valutazione – ha dichiarato il presidente del CRT, Paolo Mangini- Riteniamo però che, in questo ultimissimo periodo, soprattutto vista la tendenza della curva dei contagi e dei ricoveri prevista per i prossimi giorni, uno solo debba essere l’obiettivo che ci dobbiamo porre come movimento sportivo: quello di salvaguardare la salute evitando il propagarsi del virus”.