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Arezzo, ladro sfonda tabaccheria ma viene ripreso in diretta dalle telecamere. Arrestato e subito fuori

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Il titolare della tabaccheria ha visto in diretta sul suo cellulare il ladro intento a trafugare pacchetti di sigarette e biglietti del Gratta e vinci. Il malvivente era sbucato da un foro praticato sulla parete del negozio di via Acuto ad Arezzo e se non fosse stato per il sistema anti intrusione se ne sarebbe uscito con un ricco bottino. Invece il tunisino, irregolare e con diversi precedenti, è stato arrestato dagli agenti della polizia intervenuti sul posto con la Volante. Il complice è scappato. E’ successo nella notte tra sabato e domenica in zona San Donato e il protagonista del tentativo di saccheggio è stato pizzicato come il topo nel formaggio. Era ancora dentro all’esercizio commerciale quando la Volante lo ha sorpreso. Uscito dallo stesso buco dal quale era entrato, è stato condotto in questura, identificato e messo in cella. Alla fine era riuscito a infilare nella borsa soltanto quattro pacchetti di sigarette. L’efficiente dispositivo di allarme ha mandato all’aria i suoi piani. Accusato di furto aggravato, ieri mattina è comparso davanti al giudice monocratico Stefano Cascone per la direttissima. Il tunisino ha confessato e si è dichiarato pentito. Il suo permesso di soggiorno è scaduto e attualmente lavora, al nero, nella raccolta delle ulive. Formalmente residente in Valdichiana, è domiciliato in un hotel della città. L’altra notte aveva pensato di arrotondare con il blitz alla tabaccheria Mencacci di via Acuto, già bersaglio in passato di incursioni ladresche. Con una grossa mattonella si è concentrato nella parete vulnerabile del negozio, tolta di mezzo una lastra di ferro si è ricavato un varco ed ha praticato il foro sufficientemente ampio per introdursi nella tabaccheria. Una volta all’interno, però, i sensori hanno attivato il sistema che segnala gli intrusi, con tanto di immagini. In tempo reale anche il titolare ha avuto informazione del tentativo di razzia e sul posto è corsa la polizia. Difeso dall’avvocato Alessandro Mori, il tunisino processato con rito abbreviato se l’è cavata con una condanna soft: due mesi di reclusione. E’ tornato in libertà con la misura cautelare, leggera, dell’obbligo di firma. La procura aveva chiesto una pena ben superiore.

Lu.Se.