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Arezzo, Pupo: "Ingiusta chiusura di cinema e teatri. Danni economici e alla creatività. Indigenza tra colleghi e maestranze"

Sonia Fardelli
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Anche il mondo della cultura aretina in ginocchio con il nuovo Dpcm che fissa la chiusura per cinema e teatri. Situazione drastica messa in luce dallo stesso Pupo, al secolo Enzo Ghinazzi, il popolare cantante aretino che proprio nella nostra città all’Anfiteatro romano ha festeggiato lo scorso agosto i suoi quarant'anni di carriera.
“Questa chiusura di cinema e teatri è totalmente ingiusta e inadeguata” le parole di Pupo, “ce la dovranno spiegare meglio perchè così non l'abbiamo proprio capita. Come non abbiamo capito l’ordinanza relativa a ristoranti e bar. Adesso si prende il Coronavirus per mangiare una cotoletta o un gelato al cioccolato, ma non stando in fila per entrare al supermercato, nell’autobus o nella metropolitana. C’è questa discrepanza che proprio non capiamo”.
Per rafforzare la sua tesi Pupo porta ad esempio anche lo spettacolo che lo ha visto protagonista all’Anfiteatro romano, seguendo le regole anti contagio. “Prima poteva ospitare 1.500 persone e ne abbiamo fatte entrare non più di 600. Tanti altri spettacoli sono stati fatti al chiuso con non più di 150 persone in luoghi che ne potevano ospitare 600. Mi devono dire dov'è la pericolosità. Dalle statistiche abbiamo poi visto che non ci sono stati focolai in un cinema o in un teatro. Penso quindi che si tratta di una misura inefficace”
I danni però al mondo della cultura ci sono.
“I danni sono enormi” dice Enzo Ghinazzi, “e potranno essere recuperati solo in decine di anni. Molti colleghi in questo momento sono in una situazione di indigenza. Per non parlare delle maestranze, di chi sta dietro le quinte. Qui la situazione è veramente drammatica e i contributi assegnati non servono a nulla. Noi purtroppo dobbiamo seguire anche queste nuove regole. Non possiamo diventare dei fuorilegge, ma la situazione è davvero pesante”.
Danni al mondo della cultura che non sono solo economici.
“Questa chiusura ha riflessi dal punto di vista economico, ma anche creativo” commenta Pupo. “La creatività dei personaggi del mondo dello spettacolo richiede la pubblicazione ed il confronto con il pubblico. Così si fa morire tutto”.
E secondo Enzo Ghinazzi ci sono anche molti altri problemi. "Noi stiamo pagando un prezzo altissimo” dice, “per un virus pericoloso, ma anche e soprattutto per come viene gestita questa emergenza. Il problema di fondo è che ci sono delle carenze nella sanità italiana e allora scattano le chiusure, perchè i nostri sistemi ospedalieri non ce la fanno a fronteggiare questa epidemia”.