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Coronavirus, mamma di Arezzo: "Tamponi e referti in ritardo, odissea per i miei figli"

Francesca Muzzi
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“Mi sono dovuta attaccare al telefono, inviare mail alla Regione e finalmente dopo dieci giorni almeno una risposta l’ho avuta”. Valentina è mamma di due ragazzi di 16 e 12 anni e dopo avere bussato ad ogni porta di Asl, Usca, dipartimento di igiene, ha deciso di scrivere anche alla redazione del Corriere di Arezzo per manifestare la sua angoscia e rendere pubblica la situazione che sta vivendo da dieci giorni. “La mia non vuole essere una polemica nei confronti di persone che ogni giorno lavorano per la nostra salute. Però in questo periodo mi ritrovo da sola in casa a dovere affrontare due probabili contagi e ad aggravare tutto questo sono anche arrivati i sintomi. Me compresa”. La storia di Valentina comincia verso metà ottobre quando per una situazione familiare, parlando con il pediatra, decide di sottoporre il bambino più piccolo - 12 anni - al tampone. “Il 18 di ottobre, su richiesta del pediatra - racconta - siamo andati allo stadio a fare il tampone. Il 22 di ottobre mi è stata comunicata la sua positività a bassa carica. Da qui la conseguente quarantena, e lo stesso giorno, quindi il 22 di ottobre, sono stata contattata dall’Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale ndr) che mi segnala di averlo preso in carico e che il giorno successivo sarebbero venuti ad effettuare il tampone di verifica”. 
Valentina aspetta, ma nessuno si presenta fino a ieri, quando l’Usca “finalmente è venuta a fare il tampone a mio figlio che nel frattempo ha cominciato ad avere febbre. In questi dieci giorni sono stata lasciata nel limbo dell’incertezza senza avere nessun ritorno, nonostante le numerose segnalazioni a Usca, Usl dipartimento di igiene, San Donato relazioni con il pubblico”. Nel frattempo però, vista la bassa positività del 12enne, Valentina ha deciso anche di fare eseguire il tampone anche al fratello maggiore di 16 anni. “Tra l’altro in quarantena da scuola dal 19 di ottobre per caso positivo in classe. Faccio fare il tampone anche a mio figlio - su mia iniziativa, perché ancora da parte della scuola non è venuta nessuna richiesta - lo scorso 23 di ottobre presso la stazione ferroviaria di Arezzo. Dopo una settimana non ho ancora l’esito del tampone”. “Ora mi chiedo che cosa devo fare - si domanda Valentina - visto che anch’io ho cominciato ad avvertire i primi sintomi con un po’ di febbre e il paradosso è che mi hanno detto che i miei figli sono in quarantena, ma che io posso uscire”. E ieri Valentina, su appuntamento, è andata anche lei alla stazione di Arezzo per sottoporsi al tampone e per chiedere se avevano il referto di quello del figlio maggiore. “Mi hanno risposto che non possono dare referti e che bisogna guardare sul sito della Regione. Ma ancora niente. Aspettiamo - dice Valentina - con la speranza di sapere al più presto i nostri tre esiti”.