Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, Coingas: nelle chat col sindaco il saluto romano e quella volta che l'assessore Nisini stava per dimettersi

 Il pm Roberto Rossi

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Frasi dal sapore nostalgico, espressioni talvolta colorite, giudizi trancianti e qualche retroscena sulla vita a palazzo comunale. Ma non c’è nulla di più, nella sbobinatura delle chat su whatsapp tra il sindaco Ghinelli, il consigliere Bardelli, il presidente di Arezzo Casa, Roggi, e l’ex presidente di Multiservizi, Amendola. Materiale che la procura ha messo a disposizione dei tredici indagati nell’ambito dell’inchiesta Coingas, Multiservizi, Estra. Espressioni che rivelano la frequentazione e la confidenza tra persone che alternano comunicazioni formali a battute con tono goliardico, come ogni persona che digita sul cellulare fa. Con tanto di video, foto e link. Casomai emerge dalle trascrizioni un momento “inedito” della vita amministrativa del Ghinelli 1. Quando il sindaco e l’assessore alla casa e allo sport, la senatrice Tiziana Nisini erano in rotta. Lei così inalberata da essere in procinto di andarsene sbattendo la porta. “L’assessore sta facendo gli scatoloni ... non riesco a ragionarci” si legge in un messaggio di inizio luglio 2019 quando per divergenze (che non ci sono note) le posizioni tra sindaco e assessore della Lega divergono. Lei con le sue ragioni, lui che si sente offeso. Lo sfogo in chat con l’interlocutore Roggi, vicino alla Nisini e poi nominato presidente di Arezzo Casa a fine agosto di quello stesso 2019, sembra preludere a chissà che. Poi, come spesso capita nella politica e nella vita, tutto si ricuce. Acqua passata. E la storia ci dice che l’ex assessore Nisini è rimasta in carica sino a fine mandato. Scatoloni rimessi a posto. E ha partecipato attivamente alla campagna elettorale che ha riportato alla guida di Arezzo il sindaco Ghinelli. Traspare dalle chat, certo, l’inevitabile difficoltà di tenere buone tutte le componenti della maggioranza. “Più che una coalizione sembra una classe differenziale”, mastica amaro un giorno il primo cittadino. E in un’altra occasione c’è disappunto per la linea intrapresa dai consiglieri Mery Cornacchini e Angelo Rossi il cui stillicidio di iniziative pubbliche in quel determinato periodo non è considerato positivo in una conversazione delle chat. Ci sono gli echi lontani delle vicende Estra, Coingas, Multiservizi ma assolutamente nulla di giuridicamente significativo. Per il procuratore Roberto Rossi basta e avanza, comunque, quanto raccolto dal pm Andrea Claudiani e dalla Digos con le precedenti attività per mandare a processo tutti quanti. Se le accuse, che variano da persona a persona, reggono o no lo sapremo quando il teorema arriverà dal giudice per l’udienza preliminare. Nel 2021, non si sa quando. I filoni sono le consulenze in Coingas, la nomina di Macrì in Estra e il presunto do ut des tra Bardelli e Amendola sulla nomina in Multiservizi. Tutto da dimostrare. Con il sindaco toccato in tutti i versanti con ipotesi favoreggiamento e abuso d’ufficio, quest’ultimo reato il solo che in caso di condanna fa scattare la sospensione dai poteri per diciotto mesi. Si parla di case popolari, di lirica, di eventi , nelle chat. A luglio 2019 quando escono le prime notizie delle perquisizioni Coingas, il Breda commenta: “Bisognerà avere calma e sangue freddo” riferendosi alla tenuta dell’amministrazione sotto tiro dal centrosinistra. In modo confidenziale, Breda, Lollo, ‘Ghine’, commentano fatti nazionali, regionali, provinciali, locali. Qua e là frasi dell’armamentario retorico: “Mancò la fortuna non l’onore”. L’elogio della “destra sociale” e il saluto “A noi”.