Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, per Unoaerre meno fedi ma più Europa: test sierologici, nuovo spot e lavoro a pieno regime

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Unoaerre. Non uno qualsiasi”. E’ la frase finale del nuovo spot tv in onda sulle reti nazionali, con l’azienda di Arezzo big dell’oro che fa buon viso a cattiva sorte. Strutturata intorno al solido brand dei preziosi, con spalle larghe ed una lunga storia alle spalle (nel 2021 festeggia 95 anni), Unoaerre è un modello virtuoso di quell’economia che riesce a reggere l’urto del Covid. Lei può. Niente ricorso alla cassa integrazione per i suoi 280 addetti e ordinativi che finora ci sono stati, nonostante il periodo così brutto che più brutto non si può. Bloccato il Medio Oriente, stabili gli Usa, sono stati l’Europa (15 per cento del mercato Unoaerre) e altri angoli del globo i mercati più favorevoli. Certo, il settore tradizionale delle fedi nuziali ha subìto un netto ridimensionamento per la drastica frenata delle cerimonie, ma l’azienda di San Zeno è riuscita a fare breccia in altre direzioni. Da parte sua il virus, grande nemico della salute e dell’economia, in questi mesi non ha certo risparmiato Unoaerre e le sue maestranze con alcuni addetti contagiati, ma il Covid almeno sin qui è stato tenuto a bada da una attenta e anche costosa attività di screening con applicazione meticolosa dei protocolli. “A ritmo settimanale vengono eseguiti i test sierologici tra il personale, reparto per reparto, con i successivi eventuali approfondimenti” spiega l’amministratore delegato Luca Benvenuti. “Abbiamo messo in campo una equipe sanitaria con due medici che si occupa sia di Unoaerre che di Chimet, dove operano altri 150 addetti: facciamo uno sforzo importante nella prevenzione, nel monitoraggio e nel tracciamento dei contatti anche a favore di altre aziende del settore”. Focolai scongiurati. In un gruppo di 400 addetti, sono stati circa venti i positivi, con situazioni affrontate caso per caso nell’interesse del dipendente e in modo da non avere ripercussioni in fabbrica. Sotto il profilo della produzione l’andamento di Unoaerre è stato buono anche in ottobre, come a settembre e ad agosto quando per compensare il lockdown le ferie sono state brevi. “Ciò che avverrà da oggi in poi con l’emergenza sanitaria che attanaglia l’Europa dobbiamo vederlo, intanto veniamo da mesi soddisfacenti con ottime risposte dal segmento del lusso accessibile, oggetti in bronzo, argento e ottone che incontrano i favori del mercato nazionale, mentre altri prodotti hanno trovato apprezzamento in Europa anche grazie al diverso mix di prodotti e nuove commesse dei clienti”, prosegue Benvenuti. Dunque Unoaerre non immune al Covid ma reattiva, dinamica. Il 45% del business è rappresentato dall’export e il fatto di non essere sbilanciata sul Medio Oriente (con Dubai quasi isolata per i collegamenti ancora scarsi) è un vantaggio. I clienti di Unoaerre sono ovunque. Finora quindi attività a pieno regime, futuro prossimo da scrivere. Prudenza e sacrificio: vale per tutti nel mondo del lavoro messo alle corde dal Covid. Ma i numeri uno, come Unoaerre, hanno armi in più.