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Gigi Proietti, il ricordo di Arezzo. Barbara Fioroni: "Era uno di famiglia"

Francesca Muzzi
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“Non ho più lacrime”. Ma non è così, perché alla fine della telefonata, Barbara Fioroni, figlia di Walter, si commuove ancora. Gigi Proietti icona del teatro e del cinema italiano, a casa Fioroni era “semplicemente” un amico. “Uno di famiglia”, ripete Barbara ancora incredula dalla morte del grande mattatore avvenuta ieri mattina in seguito ad una grave crisi cardiaca. “Gigi se n’è andato il giorno del suo compleanno. Anche mia mamma festeggiava il compleanno oggi (ieri ndr). Segni del destino”, dice Barbara. Il babbo Walter Fioroni prima e il fratello Alessandro poi sono stati gli agenti di Proietti. E detto così può sembrare riduttivo, perché Proietti a casa Fioroni era davvero uno di famiglia. Non ha mai mancato un compleanno importante di Walter, era al suo funerale quando venne a mancare nel 2012 ed è stato anche testimone di nozze di Alessandro. E’ stato proprio grazie a questo speciale ed unico legame con la famiglia Fioroni che Arezzo ha potuto godere di Gigi Proietti. Dagli spettacoli allo stadio Comunale a quelli al Centro Affari dove il 21 aprile del 2001, ricorda Barbara Fioroni: “Mio padre festeggiava 70 anni e dopo lo spettacolo andammo tutti insieme a brindare fino all’alba con Gigi che continuò ad essere il grande mattatore della serata”. Proietti venne anche alla festa per gli 80 anni di Fioroni, alla Pieve Vecchia. Tra gli invitati anche Pupo che oggi scrive: “Mi dicevi che ero l’unico che poteva raccontarti barzellette. Peccato non poterlo più fare”. Nel settembre del 2008 dopo lo spettacolo all’Anfiteatro, il giorno dopo, al teatro Piero Aretino Proietti dialogò con il pubblico per quasi due ore. Nel 2016 Alessandro Fioroni organizzò al Petrarca la commedia “Non c'è due senza te”, di cui Proietti era produttore, e sempre nel 2016, chiuse la stagione teatrale la commedia “Parole, parole, parole” della figlia di Gigi, Carlotta. Quell'anno, in maggio, Proietti fu protagonista della serata per la presentazione del libro “Decamerino”: un evento, sempre al Petrarca, in ricordo di Fioroni. L’ultima volta ad Arezzo è stato nel 2017 al Passioni Festival, intervistato dal giornalista e scrittore Andrea Scanzi che con un lungo post lo ricorda così: “Nel 2017, d’estate, venne ad Arezzo al festival che dirigevo artisticamente. Gigi volle venire gratis, per amicizia. Si concesse appieno al pubblico, smisurato, e poi se ne andò. Era stanco, aveva pure un po’ di febbre. Ma volle esserci. Lo conoscevo già, ma in quell’occasione ebbi ancor più la percezione nitida di avere davanti il Teatro (...) Pochi artisti mi hanno colpito da vicino come lui, poche persone mi sono parse così enormi e rare come lui”. Nel 2014 Gigi Proietti venne invitato ad Anghiari, dalla Libera Università. A lui il premio “Città dell’Autobiografia”. L’ex sindaco Riccardo La Ferla: “Una persona affabile e piacevole. Intrattenne la folla in piazza Mameli parlando di tutto. E’ stato un onore per me”. Proietti lascia un grande vuoto. A noi non resta che pensarlo così, con le parole di Piefrancesco Favino: “All’angeli là sopra faje fa du risate e ai cherubini imparaje che so’ le stornellate”.