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Arezzo, gelateria anticipa il dpcm e chiude. "Prima la salute"

Francesca Muzzi
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C’è un cartello sulla saracinesca abbassata da lunedì scorso. C’è scritto “la salute non è tutto ma senza salute tutto è niente”, una frase di Schopenhauer per salutare i tantissimi clienti che da anni gustano il gelato dalla “Violetta”. Fabrizio Piervenanzi, il titolare che è anche presidente regionale della Federazione Alimentazione dei gelatieri toscani di Confartigianato, anticipa il nuovo Dpcm del premier Conte e decide di chiudere “fino a quando la situazione non comincerà a mettersi al meglio e la curva dei contagi comincerà a calare”, dice Piervenanzi. “Lo avevo già fatto nel primo lockdown - sottolinea - e ho deciso di ripeterlo, perché i numeri sono molto preoccupanti. Considerato poi che tanta gente continua a negare ancora il Covid, gira senza mascherine e, a volte, entra anche nei negozi così, senza protezione, abbiamo deciso che l’unico modo per salvaguardare la nostra azienda e la nostra clientela sia quella di chiudere”. 
E così lunedì la gelateria “Violetta” ha salutato i clienti per l’ultima volta e ha chiuso dando appuntamento a tempi migliori. Ma non è stata una chiusura alla leggera. Nel senso che “nel momento in cui ho deciso di abbassare la saracinesca - spiega Piervenanzi - avevo anche i frigoriferi abbastanza forniti di materie fresche che servono per fare il gelato. Non so come potrò utilizzarle, se non ci riesco dovrò buttare via tutto. Ma non voglio rischiare. Sia io che la mia clientela. Non voglio che nessuno, eventualmente si scoprisse positivo, possa solo pensare che il Covid lo abbia presoda me”. Ma Piervenanzi non vuole nemmeno passare come “un esempio” oppure per “quello bravo”, “Ho solo ragionato per il bene di tutti. A cominciare ovviamente dal mio e da chi lavora con me. Certo, mi ritengo fortunato del fatto che non ho dipendenti e so che altri commercianti e imprenditori come me non potrebbero permetterselo. Ma forse avrei fatto lo stesso anche se avessi avuto dei dipendenti, perché la salute viene prima di tutto e siamo tutti sani fino a prova contraria”. “Non dico che questa chiusura anticipata non ci sia costata niente, anzi - ribadisce - Abbiamo pagato in termini di sacrifici e di incassi, ma solo così possiamo accorciare la diffusione del virus”. Al di là di quello che sarà il nuovo Dpcm, la Gelateria Violetta non si è data un giorno per la riapertura. “Torneremo a servire il gelato quando la curva dei contagi e i rischi connessi, saranno accettabili. Ci fermiamo, ma sono convinto che ripartiremo più forti di prima. Abbiamo già vissuto l’esperienza del lockdown, ma siamo anche un popolo che quando c’è da rimboccarsi le maniche lo facciamo tutti insieme. Non sarà semplice, né facile per nessuno, ma adesso non abbiamo alternative. Come dicevano i nostri nonni: la vecchiaia è brutta, ma l’alternativa è peggio”.