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Arezzo, ladro ucciso: pm chiede di nuovo archiviazione per Fredy Pacini per legittima difesa putativa

 Il gommista Fredy Pacini

Luca Serafini
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Legittima difesa, il procuratore della repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, ha chiesto di nuovo l'archiviazione per Fredy Pacini, il gommista di Monte San Savino che il 28 novembre 2018 sparò al ladro entrato nell'officina e lo uccise. Il giudice Fabio Lombardo non aveva accolto la prima richiesta disponendo ulteriori indagini sull'episodio avvenuto a Monte San Savino dove Fredy dormiva da anni, esasperato dai furti.

Quella notte, svegliato dai rumori, fece fuoco con la pistola regolarmente detenuta, due proiettili raggiunsero Vitalie Mircea Tonjoc, moldavo, e un colpo risultò mortale provocando una emorragia interna. Indagato per la morte del moldavo, secondo la procura va applicata per Pacini la scriminante della legittima difesa putativa. Sarebbe cioè perdonabile il suo comportamento perché, benché non fosse sottoposto ad una diretta minaccia, in quel momento si sentì in pericolo di vita: era solo, di notte, senza vie di fuga e pensò che i ladri, muniti di piccone, fossero armati.

Le nuove indagini hanno riguardato alcuni aspetti come la disattivazione del sistema di allarme nella ditta, l'utilizzo del puntatore laser (non si può sapere se fu attivato), il riflesso della torcia in mano al ladro (era di plastica, quindi non emanava riflessi, a meno che non fosse accesa, quindi resta l'incertezza), la presenza di una porta blindata dietro la quale ripararsi senza sparare (non c'era porta blindata, è emerso), la possibilità del ladro di trascinarsi fuori benché ferito nel piazzale dove stramazzò. Attraverso periti e inquirenti la procura ha fornito risposte integrative al giudice, senza però modificare la propria impostazione: e cioè che Fredy non può essere condannabile per l'uccisione del moldavo avvenuta in condizioni particolari.

Ora sarà lo stesso giudice Lombardo a decidere. Tre le possibilità: archiviazione accogliendo la richiesta, ulteriori nuove indagini, imputazione coatta con reinvio del fascicolo alla procura per mandare comunque a processo Pacini. Nei mesi scorsi il gommista di Monte San Savino ha ricevuto la visita di solidarietà e amicizia di Matteo Salvini, che era Ministro dell'Interno all'epoca del fatto e che è rimasto vicino a Fredy in questi anni.