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Arezzo, cantiere lumaca in piazza Stazione allo sprint finale. Alberi salvi, le fontane non zampilleranno

Alessandro Bindi
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Cantiere lumaca, si va verso il rush finale. I lavori in piazza della Stazione ad Arezzo sono ormai in dirittura di arrivo. Lungaggini, emergenza Covid e polemiche sul taglio degli alberi hanno rallentato la consegna del restyling di piazza della Repubblica. Adesso, anche se in ritardo di un anno, dopo aver convissuto per molti mesi con i disagi alla circolazione, l'amministrazione comunale si prepara a svelare il centralissimo spazio riqualificato assieme a Rfi.

“Il 16 novembre partiranno i lavori di asfaltatura della carreggiata” garantisce il neoassessore alle opere pubbliche e manutenzione Alessandro Casi, fin da subito al lavoro a Palazzo Cavallo per dare uno scossa alle opere rimaste a metà in continuità con la precedente giunta Ghinelli. E così all’esterno della stazione ferroviaria, a intervento finito l’area assumerà un aspetto decisamente differente. Siamo ormai all’ultimo sprint anche all’interno del cantiere, dove hanno preso forma le panchine, i lampioni, la pensilina e dove sono stati messi a dimora gli alberelli. Prima di Natale la città potrebbe quindi veder consegnare la nuova piazza. In questi giorni sono stati modellati con il marmo gli angoli dell'intersezione che proietta verso via Guido Monaco e dove saranno piantati alcuni alberelli a fianco di quelli storici per i quali un comitato di cittadini aveva alzato gli scudi per salvarli. “Aspettiamo la valutazione degli esperti” spiega Casi “che ci diranno le reali condizioni di ‘salute’ delle piante. È intenzione dell’amministrazione comunale tenerli in piedi e per questo sono state effettuate le prove di trazione e di perforazione”.

Con ogni probabilità quindi le piante oggetto della discordia saranno salvate rispetto al primo progetto. È ormai questione di settimane ma finalmente l’area riqualificata tornerà nella completa disponibilità degli aretini rappresentando un bel biglietto da visita per chi raggiungerà Arezzo in treno. Restano invece ferme al palo le soluzioni per restituire dignità alle vasche delle chimere; il simbolo di Arezzo è da troppi anni immobile con gli zampilli sigillati ed evidenti sono i segni di incuria e di degrado. Abbandonate a se stesse sono state trasformate in un cestino a cielo aperto.

L’intervento di restauro slitta di giunta in giunta ed ha visto trascorrere decenni senza che nessun assessore sia riuscito a dare una svolta ai due monumenti cari agli aretini e simboli identitari di un'intera comunità. L'era Dringoli, durante l’amministrazione Fanfani, ci aveva provato con una sistemazione e riqualificazione che però non ha dato i risultati sperati. Le fontane tornate a zampillare furono stoppate dopo poco e l'intervento di sigillatura delle vasche è rimasto in stand by anche durante l’era Gamurrini . I cinque anni dell'amministrazione Ghinelli hanno visto vanificare anche il progetto di riqualificazione dell’intera area dei giardini del Porcinai. Adesso la palla è passata nelle mai dell’assessore Alessandro Casi, un ingegnere che nel curriculum ha anche una buona dose di entusiasmo e determinazione oltre alle professionalità da donare per i prossimi anni alla città. E chissà che le chimere non tornino finalmente a “ruggire”.